
di Max Ponte
Il nuovo libro di Francesca Tini Brunozzi ci appare sotto forma di cellulosa con versi di alto livello. “Il grado zero della buona educazione” è il nome di questa nuova opera che ha come volitivo e desiderante sottotitolo “Poesie per spaccare”, con prefazione di Elisabetta Perfumo.
La poetessa porta il lettore attraverso componimenti uniformi, ricchi di citazioni, flussi di coscienza, vita intima e quotidiana. Questo libro rispetto al precedente, “Mi è testimone la terra”, rappresenta un’evoluzione ulteriore , più vicino al lettore, va ad essere il grado più elevato (come la stessa autrice riconosce) di un percorso che trova la sua tappa di esordio nel 2007 con “Frau”.

E sembra di sentirla voce della poetessa tanto è forte l’impronta orale, e con lei questo percorso che è anche un percorso dello spirito o una formazione spirituale in cui il confronto è con il nostro doppio “la bimba umbra isterica / che corre me affianco / mi ha sempre superato”, l’imparare ad amare se stessi fino ad aver un terzo occhio. “Ora questo terzo e unico centrale occhio / è diventato il mio cinematografo personale / è un occhio che fa luce e per lente irraggia tutto ciò che brucia dentro”. Non manca il sale dell’ironia sul ricorrente tema amoroso “In amor vince ci fugge e già ma / dove cazzo va mi chiedo chi fugge (…) e poi chi s’è mai chiesto se / era una finta se non è andato via / davvero se s’è semplicemente nascosto”
Il libro verrà presentato il 15 luglio 2017 in occasione di “Poesie perle state”, alla Libreria Belgravia di Torino in via Vicoforte 14/d.
