
Guardare sempre dall’alto del commiato: si salutino isole-sorelle o la Montagna, o i vortici e le fere tra le due terre nel Canale, c’è sempre questo andare verso l’alto, l’alto di un oltre della perdita e della pienezza.
Così si saluta e si parte, nell’attesa di un ritorno, che sia fatto di nuova luce cui attingere, della stessa luce, sempre uguale e sempre nuova.
Un po’ più a sud della città, in passato, l’alto era il Sant’Elia, il luogo degli anacoreti dimenticati: mio padre mi ci portò da ragazzo, a raccogliere origano ed asparagi, e, già che c’ero, a gettare l’occhio distratto sulla visione. Anche allora la sera prendeva il sopravvento, perché felicità e distacco erano sposi.

L’ha ribloggato su l'eta' della innocenza.