
Cominciarono a lanciarsi bombe. Sì, come si tirano palle di neve, poco importa se ridendo o digrignando i denti. Era un mondo in balia d’un manipolo di matti, senza rispetto per nulla e per nessuno. Non è sempre così? qualcuno obietterà.
Non saprei. Ma allora c’era un apice, come se il gran circo dei demoni si fosse dato appuntamento in quel secolo, in quell’anno. La gente non capiva: leggeva le notizie e tornava a dissolversi nei social.
La storia correva verso un esito scontato, che pochi intravedevano: qualcosa che avrebbe cambiato i connotati al mondo; poi tutto sarebbe ripartito con un tono diverso, da un silenzio sconosciuto.
Venivano in mente le parole che la Bibbia dedicava a Elia, al suo incontro con Dio: da quella voce sottile sarebbe scaturita un’era nuova, in cui l’umanità avrebbe smesso di dichiararsi guerra.
Si equivoca sempre sulla parola “pace”: sulla bocca di Cristo significa benessere integrale, e ogni persona ha un punto esatto in cui sperimentarla. La si scopre per caso, in un posto di collina, per esempio, da un balcone in cui ti affacci e vedi uccelli che sfrecciano, ruscelli che scorrono, alberi che oscillano al passare di una brezza leggera: anzi no, di una qol demama daqqa, la voce di silenzio sottile che ci salvò dalle bombe, dai matti e dalle palle di neve color sangue.

Qol demama dacca…
Che il Signore non voglia!
….dopo il “lugubre” lancio di un’ultima palla di neve,di quelle che,dopo l’esplosione, sembrano nascere dalla terra come giganteschi funghi
“infuocati e avvelenatii”,in quel day-after, la terra sperimenterebbe un tragico ‘Qol demama dacca’…quello dell’estinzione della specie.
…nemmeno in APOCALISSE viene prefigurata questa fine!…
…e tutti perirono,infelici e scontenti!!!
La guerra e’ fredda proprio come la neve, il peccato caldo come l’inferno, Dio la primavera che aspettiamo da tutta la vita e, nonostante sia già arrivata, non sappiamo più vedere.
L’invincibile desiderio del paradiso perduto….neanche gli scenari più foschi riescono a ad abbattere la tenace speranza in un mondo nuovo, sul quale torni ad alitare il soffio di Dio.