
Era come se ci stesse preparando: non con strutture difensive esterne, ma con una progressiva capacità di allinearci col suo punto di vista di Creatore, che ama invariabilmente ogni creatura, dalla più complessa alla più apparentemente inutile o nociva. Addestrarci ad amare, sempre e comunque, ogni aspetto della realtà anche oscura o terribile, o assolutamente respingente; amare con quella volontà divina di abbracciare la terra, l’universo, di non lasciare nulla fuori dal suo sguardo comprensivo, motivatore, perdonante. In questa prospettiva, non si smarrivano le tendenze personali: al mattino continuavi a dirigerti verso i biscotti preferiti, ad ascoltare la tua musica, a scegliere il libro con il quale ti sentivi in sintonia; ma, nello stesso tempo, non giudicavi, non disprezzavi nulla di ciò con cui condividevi il dono di esistere, qui e ora.
Se dunque si era giunti a un momento storico di svolta, anche drammatico – e tanti ci ridevano in faccia o protestavano per questa memoria difficile e vivente – sapevamo che sarebbe stato possibile affrontarlo al modo stesso di Dio, col coraggio di chi ama, di chi si fida della cura inalienabile di un Padre, che se alza la voce, lo fa per il tuo bene.
Sotto la furia delle onde, c’era la pace del mare profondo, degli abissi in cui conoscevamo noi stessi e scoprivamo sempre meglio Lui.

Bellissimo post, un gran bel regalo per il giorno dell’Assunta!
Lo leggerò e rileggerò perché mi aiuta a capire come vede e ama Dio, in semplicità e immediatezza, senza tante elucubrazioni mentali.
Non abbiamo le branchie, non possiamo respirare sott’acqua ma la fiducia certo ci salverà .