Saluti


Spesso effondiamo poco i nostri sentimenti. Con Dio, poi, quasi per nulla. Eppure è vivo e vegeto, anzi, risorto. È come se un vecchio amico arrivasse da lontano, dopo tanto tempo, e lo salutassimo come diciamo buongiorno al giornalaio. Che poi il giornalaio si può salutare molto cordialmente, come capitava a me nei tempi andati.
Dio ha molta pazienza. Sta lì che aspetta, alla finestra, il figlio prodigo, il quale ritorna solo perché ha fame. Nonostante questo, il Padre gli corre incontro e gli si getta al collo: non per strozzarlo, ma per riempirlo di un amore che dovrebbe stupirci, commuoverci, in una parola, convertirci.
Ma noi siamo quelli dei saluti misurati, cuori in naftalina che aspettano, spesso, il treno successivo. Che non c’è.

2 pensieri su “Saluti

  1. pio papi

    Siamo tutti un pò Giona…non condividiamo questa troppa misericordia di Dio…siamo giustizialisti…sempre però nei confronti degli altri…mentre per noi…eh sì bisogna fare quel salto che non è nel buio…ma la fiducia resiste…

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  2. Gianni (Giacomo Saverino)

    Come al solito hai centrato il bersaglio! Tanta superficialita’ , supponenza, orgoglio demolitore, ego altissimo e scarsissima propensione all’umilta’ . Ringraziare Dio e riconoscere il dono della vita e’ ormai una rarita’. Ringraziare per l’amore che riceviamo. Saper riconoscere l’amore, l’essenza della vita. L’unica forma dell’aspetto umano che prosegue oltre la morte.

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