Menù


Non siamo normali, dobbiamo riconoscerlo. Dio ci propone la sua intimità e noi andiamo a mendicare un po’ di piacere, o di potere, o di possesso. È come al pranzo di nozze di una mia sorella, in cui mi concentrai sulla pizza, la mozzarella e gli affettati pensando che fossero il tutto del banchetto, mentre erano solo l’antipasto. Di appetito, ne rimase poco.
Gestiamo la fame di vita con pietanze di scarsa qualità, convinti che ci possano saziare, che sia l’intero menù imbanditoci dal fato, mentre il Progetto prevede la “gloria”, come scrive san Paolo, l’intimità luminosa, avvolgente, profondissima con Dio. Questione di gusti. Ma se qualcuno ci dà del salame non prendiamocela troppo.

5 pensieri su “Menù

  1. Alfonso

    ….?alla carta?..
    Una sola proposta sulla lista menù,
    Calice e Pisside
    per tutti gli invitati al BANCHETTO;
    il regalo di nozze,lo Sposo,
    ce lo ha fatto LUI a noi…
    LA SALVEZZA !…

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  2. pio papi

    Non è questione di gusti…il menù non ce l’hanno mai portato o meglio sempre a tozzi e bocconi…anche se la mensa è intorno a noi. La porta è stretta e si preferisce…quando la strada è tutta libera e scorrevole è difficile tornare indietro…

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  3. marilena7

    Alle nozze di Cana Gesù trasforma l’acqua in vino e tutti beneficiarono della preziosa bevanda. Se avessimo il privilegio di partecipare ad una festa con Gesù, anche la pietanza di scarsa qualità potrebbe trasformarsi in cibo prelibato. Il segreto è sempre in Lui, solo Gesù può trarre dal male il bene.

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  4. ema

    Tempo verrà
    di DEREK WALCOTT

    Tempo verrà
    in cui, con esultanza,
    saluterai te stesso arrivato
    alla tua porta, nel tuo proprio specchio,
    e ognuno sorriderà al benvenuto dell’altro,

    e dirà: Siedi qui. Mangia.
    Amerai di nuovo lo straniero che era il tuo Io.
    Offri vino. Offri pane. Rendi il cuore
    a se stesso, allo straniero che ti ha amato

    per tutta la vita, che hai ignorato
    per un altro e che ti sa a memoria.
    Dallo scaffale tira giù le lettere d’amore,

    le fotografie, le note disperate,
    sbuccia via dallo specchio la tua immagine.
    Siediti. È festa: la tua vita è in tavola.

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