8 marzo


La festa della donna è anche dell’uomo, se da lui
un giorno è stata tratta. Ancora credi
ai versi favolosi della Bibbia,
ai simboli archetipici di un’altra
cultura, della casa e della mandria
del prossimo, da non desiderare
insieme alla consorte, un’appendice
di private masserizie, proprietà
maschili regolate dal diritto?

Ma no, guarda, intendevo: uomo, donna
come parti l’uno dell’altra, polo
positivo e negativo,
come penetrazione del segreto
ed eroica missione di accoglienza,
che partorisce il figlio dell’incontro,
testimone lui solo dell’arcana
verità rifiutata. Ma è la festa
di entrambi, in cui riemerge
il senso seppellito nel tesoro
che va al di là dei ruoli, del potere,
del restare soggetti: appena è giorno,
l’uomo e la donna, solo insieme,
udranno ancora i passi nel giardino.

5 pensieri su “8 marzo

  1. giovannamenegus

    Eppure l’8 marzo ha un senso storico, sociale, politico che resta attuale, fin troppo, e che è giusto conservi.
    Il discorso delle Scritture (e della poesia, dell’arte) è un altro, offre un’altra apertura.
    Gli ultimi versi soprattutto, che sono bellissimi, danno un brivido:

    … appena è giorno,
    l’uomo e la donna, solo insieme,
    udranno ancora i passi nel giardino.

    Rispondi
  2. pio papi

    La vita è relazione, creazione e senza la donna non è vita …
    ” Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino….”

    Rispondi
  3. chiara

    ” dalla solita sponda del mattino,mi guadagno palmo a palmo il giorno”
    A. Merini
    ..si oggi mi sono guadagnata la mia giornata ..con gioia..ma la mia festa è anche la sua,torno a casa per continuare la festa a noi stessi..senza esclusione..

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *