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da qui
Fernando Pessoa
Magnificat
7 novembre 1933
(Traduzione di Antonio Tabucchi)
Voce recitante e pianoforte: Luigi Maria Corsanico
Quando passerà questa notte interna, l’universo,
e io, l’anima mia, avrò il mio giorno?
Quando mi desterò dall’essere desto?
Non so. Il sole brilla alto:
impossibile guardarlo.
Le stelle ammiccano fredde:
impossibile contarle.
Il cuore batte estraneo:
impossibile ascoltarlo.
Quando finirà questo dramma senza teatro,
o questo teatro senza dramma,
e potrò tornare a casa?
Dove? Come? Quando?
Gatto che mi fissi con occhi di vita, chi hai là in fondo?
Si, sì, è lui!
Lui, come Giosuè, farà fermare il sole e io mi sveglierò;
e allora sarà giorno.
Sorridi nel sonno, anima mia!
Sorridi, anima mia: sarà giorno!

Quando prendi un suo raggio
e con quello scrivi,
ti fa visita il sole
e ti regala un libro.
Quando sai leggere
le parole dell’onda
ti fa visita l’acqua
e ti regala la sua ninfa più bella.
E quando ti si accende nel cuore
l’amore per gli oppressi
ti fa visita il futuro
e ti offre tutta la felicità del mondo.
Sherko Bekas
La speranza che un ramo di un mandorlo in fiore spunti improvviso in un paesaggio invernale, vigilanza del cuore in attesa della Vita che sboccia.
Bellissima la poesia e, come sempre, l’interpretazione, grazie!
L’ha ribloggato su l'eta' della innocenza.