SALVATORE QUASIMODO – S’ode ancora il mare
I poeti dello specchio
SALVATORE QUASIMODO
GIORNO DOPO GIORNO
MONDADORI
1947
Lettura di Luigi Maria Corsanico
Claude Debussy: Elégie
Ernst Ueckermann, piano
immagini: L.M. Corsanico
*************************
Già da più notti s’ode ancora il mare,
lieve, su e giù, lungo le sabbie lisce.
Eco d’una voce chiusa nella mente
che risale dal tempo; ed anche questo
lamento assiduo di gabbiani: forse
d’uccelli delle torri, che l’aprile
sospinge verso la pianura. Già
m’eri vicina tu con quella voce;
ed io vorrei che pure a te venisse,
ora, di me un’eco di memoria,
come quel buio murmure di mare.
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SALVATORE QUASIMODO – S’ode ancora il mare
I poeti dello specchio
SALVATORE QUASIMODO
GIORNO DOPO GIORNO
MONDADORI
1947
Lettura di Luigi Maria Corsanico
Claude Debussy: Elégie
Ernst Ueckermann, piano
immagini: L.M. Corsanico
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Già da più notti s’ode ancora il mare,
lieve, su e giù, lungo le sabbie lisce.
Eco d’una voce chiusa nella mente
che risale dal tempo; ed anche questo
lamento assiduo di gabbiani: forse
d’uccelli delle torri, che l’aprile
sospinge verso la pianura. Già
m’eri vicina tu con quella voce;
ed io vorrei che pure a te venisse,
ora, di me un’eco di memoria,
come quel buio murmure di mare.
La natura ci parla di un amore, la reciprocità ce lo conferma.
La soavità di questi versi è perfettamente ricreata dalla delicatezza dell’interpretazione.
Molto bella.