
La vita si comprende solo nel dialogo, perché nel rivolgermi all’altro mi vedo per quello che sono, e non nel circolo vizioso delle mie idee su me stesso, così spesso inesatte. Parlando, chiarisco la mia condizione e la sottopongo al parere dell’altro, che vede le cose da un’altra prospettiva. Confrontarsi è importante perché evita di cadere nella trappola di illusioni perniciose. Obiezione: l’altro può avere dei filtri che distorcono a loro volta la realtà. Ecco perché la chiave è il dialogo con l’Altro per eccellenza, Dio. Gesù è l’unico che mi conosce perfettamente, perché perfettamente mi ama. Cercando Lui, parlando con Lui, la vita si rivela per quello che è e che può essere.

Sul dialogo Socrate ha basato il suo metodo di insegnamento, perché ha il potere di far emergere le istanze più profonde.
Quanto più questo accade con Dio!
Forse unire questi due elementi, il dialogo onesto tra le persone fatto -nella fede- alla presenza di Cristo, che è luce di verità, può aiutare a sciogliere quei nodi che i limiti umani trovano irrisolvibili.
Ho fede in quei valori universali che prescindono da qualsiasi credo religioso o politico. Ogni nostra opinione ha radici nella esperienza personale di ciascuno, nella educazione ricevuta, nell’ambiente culturale in cui si è cresciuti. Esserne consapevoli sempre significa non far diventare le nostre opinioni verità assolute, perché in tal caso il dialogo, pertanto il confronto, rischia di risultare alquanto asimmetrico.
Solo Lui “ci mette a nudo”…ma noi ci copriamo con tante maschere…