di Stefanie Golisch
Questa storia è di tutti, delle badanti russe con i denti
d’oro e gli stivaletti rossi che fanno colazione nei
giardinetti, dell’uomo con il gatto a macchie di iena che
abita davanti alla figliale di Zara, di chi sa dove andare
e di chi non lo sa, dei ragazzi che si fanno nella piazza
deserta, di chi cammina come se volesse chiedere scusa
per essere nato e di chi riempie il palco da protagonista
subito, della donna che di casa non esce mai e di chi
conta il tempo per non perderlo, di chi ha una storia da
raccontare e di chi si accontenta del solito gelato, davanti
alla stazione dimorano gli indecisi, uno è appena arrivato
e l’altro non vede l’ora di partire, c’è chi dorme e c’è chi
canta e c’è chi predica la fine del mondo da sempre, c’è
l’uomo sul ponte che ride a più non posso e in fondo alla
via che porta non si sa dove c’è il bambino mendicante,
ci guarda come se volesse chiedere qualcosa, ma non sa
come e ad ogni modo, noi non sapremmo rispondere,
facciamo finta di niente come al solito, ma lui c’è, non
molla, non ha paura di noi
Il quadro è di Ernesto Treccani: Il popolo dei volti


Bello questo pezzo, un affresco che sembra la trasposizione in parole del quadro “il popolo dei volti”.
Grazie.