
di Giampaolo Centofanti
La libertà di crescere alla luce di ciò in cui si crede, anche nella scuola e nella comunicazione mediatica, e nell’incontro con ogni altra persona, comunità, cultura costituiscono una profonda via di rinascita personale e sociale. La democrazia sta involvendo nella dittatura soft dei poteri forti che tacitano in vario modo le voci alternative e cercano di teleguidare il popolo. Questo blog si propone di cogliere gli spunti non uniformati, degli orientamenti più diversi, dovunque si trovino. Certo nei limiti di una convivenza civile. Il pensiero unico, la falsa, impossibile, neutralità di un certo scientismo, stanno cercando di spegnere le coscienze, di rendere ciascuno un mero consumatore isolato dagli altri e perso in una massa anonima. Ma un mondo svuotato di slanci, di libera, vissuta, ricerca, di partecipazione va verso il crollo. Non lo si vede a tutto campo? Dall’ecologia, all’economia, alla psicologia, si cercano soluzioni tecniche ad un problema di base più profondo: la scomparsa di un’autentica, plurale, ricerca umana. In preda ai falsi meccanicismi della tecnica, degli apparati, la vita sulla terra va verso il crollo e nessuno sembra poter fare nulla. Serve un salto di qualità. Un passaggio epocale. Costruiamo dal basso una nuova società, viva di valori, non omologata.
Chi fosse interessato, può approfondire qui.

Noi partiamo verso obiettivi ben fissati,
almeno nelle intenzioni;il problema sta proprio lì, dove “questi padroni” del mondo, al traguardo, ci fanno trovare diverso, trasformato, alle loro volontà, con nostra inquietudine e sorpresa, la natura stessa di quegli obiettivi…
che forse ci avrebbero fatto scoprire, finalmente , ciò che sarebbe stato bello, ciò che sarebbe stato buono, ciò che sarebbe stato vero!… ma a loro non va bene!!!
… e il dilemma si trasforma in dramma.
Che Dio ci aiuti.
(… ma certamente, “aiutati che Dio ti aiuta”)
Tanti desiderano una viva democrazia e il potere quando si fa sistema può far passare dappertutto che democrazia è il pensiero unico, l’imporre a tutti i suoi voleri. Che sono appunto quelli di svuotare le persone rendendole isolati consumatori persi in una massa teleguidata da ogni lato della vita. Mi pare importante evidenziare queste contraddizioni. Questa è l’arroganza del potere: poter operare in modo evidentemente contraddittorio come se tali incongruenze non fossero lampanti. Parlare per esempio di democrazia e imporre dappertutto un pensiero unico, uniformato, pensando che alla fine la gente, svuotata di ogni autentica ricerca, potrà pure fare proprio, vita propria, quel pensiero unico.
Ecco il blog: https://sinodalitapartecipazione.altervista.org/ . Nell’articolo Il guado dello Iabbok tratto di quell’apertura al vero, all’altro, che può condurre la ricerca personale verso piste sempre più mature perché cercano di tenere conto dei possibili spunti interessanti di ciascuno. Per esempio ho notato che non di rado in una famiglia se i genitori giungono al disprezzo l’uno dell’altro per la diversa, pur in fondo legittima, mentalità i figli potrebbero finire per fare propri i pregi e i difetti di uno solo dei genitori stessi. Se invece, al di là dei pur umani battibecchi, i genitori si accettano i figli li vedranno come una cosa sola e potranno ciascuno a modo proprio tendenzialmente prendere il buono sia del padre che della madre. Certo anche questo è un possibile spunto tra tanti, le situazioni sono diversissime tra loro, non si possono trarre da esso conclusioni schematiche.
“Checco Zalone risponde in una lunga intervista su Il Corriere della Sera alle molte accuse di razzismo: C’è una psicosi del politicamente corretto. Oggi non potrei scherzare come facevo, che so, su Tiziano Ferro, o sugli omosessuali”.
Da Huffington Post di oggi