
Dio: temerlo o amarlo? Gesù dice a Gabrielle che è giusto temere i Suoi giudizi, la Sua grandezza, la Sua divinità; ma al tempo stesso bisogna sapere che, nella vita, Lui è tutto bontà, misericordia, amore; che lei, dunque, non deve temerlo, sulla terra. Come mettere insieme le due cose? Aveva ragione Jung: la chiave è l’unione degli opposti.

temere un Dio che ci ama? Piuttosto ricambiarlo non è un dovere ma è la nostr vita…la nostra salvezza..
Il Signore è mia luce e mia salvezza,
di chi avrò paura?
Il Signore è difesa della mia vita,
di chi avrò timore?
Davide;salmo 26
Ora questo lo abbiamo appurato.
Non rimane che temere se stessi, nella grande capacità di ognuno di noi nel perderLO di vista, e questo può accadere, se smettiamo di AMARLO.
AMARLO, nel TIMORE di PERDERLO.
Impossibile per la ragione tenere insieme queste due dimensioni… forse solo il simbolo, che afferra l’inesprimibile, può venirle in soccorso.
Un esempio è la preghiera davanti all’icona di Gesù Cristo conservata nel Monastero di S. Caterina sul Monte Sinai: il Volto dallo sguardo contemporaneamente giusto e misericordioso, reso attraverso due occhi diversi, introduce nella contemplazione di tale mistero.