
– Come mai è uscito? – E lei? – Devo andare in farmacia. – È urgente? – Evidentemente sì. – Deve essere sicuro. – Sarò responsabile di me stesso? – Di irresponsabili ce ne sono tanti. – E lei? Perché è uscito? – Io sono il virus. – E gira così, indisturbato? – L’ho spiegato nelle lettere all’umanità circolate in questi giorni. – Non se ne può più. – È vero. È un aspetto letale del contagio. – Quando pensa di andarsene? – Mi faccio due conti: san Bernardino diceva che la pestilenza è legata a guerre e carestie. – Lei crede ai santi? – Anche loro contagiano la fede. – A che punto è arrivato coi calcoli? – Ho pensato di girare fino a questa estate. Poi penseranno d’esserne usciti, e arriveranno i miei fratelli. – Vuol dire che non ne usciamo più? – Non è detto. – In che senso? – Ne esce chi non c’è mai entrato. – Lei parla troppo per enigmi. Chi è che non c’è entrato? – Chi si affida a Dio: è l’unico che conosce il vaccino. – Mi sta dicendo che devo andare a messa? – Non ci può andare, in questa fase. – E che dovrei fare? – Quello che non fa nessuno. – E cioè? – Non avere paura. – Basta questo? – Sì. – Grazie. – Ma non lo dica a nessuno. – Perché? – Perché poi io che faccio?
da qui

Un messaggio fondamentale -non far prevalere la paura- in uno stile letterario davvero brillante. Qui si tocca con mano l’unità di bello, buono e vero.
Bellissimo!
”Prendimi per mano, Dio mio,
guidami nel mondo a modo tuo…
La strada è tanto lunga e tanto dura,
però con te nel cuor non ho paura.”
Quand’anche camminassi nella valle dell’ombra della morte,
io non temerei alcun male,
perché tu sei con me;
il tuo bastone e la tua verga mi danno sicurezza.
Il signore è mio pastore non manco di nulla…
Fidiamoci!!!