
di Giorgio Stella
All’elmo.
[I]
– 1 – L’elmo della natura
Ha il suo statuto
Perplesso
Nella denuncia in
Cui si appropria
Il dovere del nulla
– 2 – Poi la miccia breve
Fertile della fiera
Sterile nella rete
Di ceramica
A fior di est
– 3 – I putti diagonali
Del fabbro siamese
Vanno tra la linea corta
Alla sfera breve porcina
[concima]
[II]
– 1 – Dallo per iscritto il nome
Del mercato di uova
Della vita in rosa aperta
Di fiamma dentro l’asso
– 2 – Il tempo del dolore é l’amore della croce
Oltre quel fieno bruciato
A latrina per coccio di chicco cadente
Nell’olfatto della
Gravida in seme gettata in mare-perla
L’altura bassa della rete di mirra
– 3 – Dentro il deserto il mare del vento
Persa la sagra delle pere marce
Come cadendo si spreca
L’ossa del pozzo
In cui cade a nessuno tutto
– 4 – Quel sud a betoniere
Negl’asfalti di catrame
Appena colti
Nella pozza della conchiglia
Quando il cesto del fiore
Ha il petalo del mare
– 5 – Alveari cotti nella sepoltura
Di creta nel ventre del falò
Mentre bruciava
La fiamma cuciva per fiaccola
Il cero da neve
[III]
– 1 – Ecco figlio del pane il vino
Non richiesto
Ma mangiato e bevuto
Dalla bocca santa
Alla sacra sporta
– 2 – Carentemente la ceramica
A sonagli presta il gettone
Dell’incenso alla radice
Porta-Coccarda
E poi s’annulla
– 3 – Desiderando il fiocco di luce
L’anfiteatro é sgherro
In maschera
Da fieno se il bersaglio
È dosato putto e sparo tutto
– 4 – Cocci di medaglie nell’armatura santa
Della schiera fossile dentro la natura
Per sempre mossa in breve
Arco di velluto
Tappeto celeste dell’amen
– 5 – La memoria dell’amore
Ha una dinastia
Di castelli overdose
Per rapina dentro
La fiera della medesima
– 6 – A schermo lento di seno
Amaro in acqua benedetta
PASSACASSANDRA
La notte vergine
Del seme
[IV]
-1 – ————————————-
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– 2 – —————————————–
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– 3- ————————————————–
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[Roma 10 aprile 03:48 un’ora prima]
Nota: nessuna.

Possa Cassandra, nelle righe rimaste vuote, constatare solo amore al suo passaggio, dipende da noi.