L’ULTIMA CASA
Edizioni Ensemble, Roma, 2019
Selezione a cura di Francesco Sasso
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Macchie di more
Ora che muore l’estate rimane
un odore di more e di ortiche falciate.
Passano i giorni come candele
di una chiesa vuota e restano panni
slegati sui fili di tante case inerbate.
Avanzano i giardini dell’estate
e crescono di ortiche e rampicanti
o di piccole more.
Così vanno i bambini a mangiare
e con la bocca insanguinata di risate
stanno, accendono candele nella chiesa,
o corrono nei prati amareggiati,
con macchie di more che non vanno via.
Prime barche
Come giovani spose
le prime barche
al mattino
prendono il mare.
L’alba attende
il loro varo e al largo
le sospinge
verso navate di sole.
L’ora che s’apre
di luce
posa nel cuore
un’infinita desistenza,
una voglia di cose
mancate
che tornano appena
alla mia riva.
Altro non reca
questo cielo,
solo ceneri e folate
di tempo
a un vento diseguale,
e i piccoli coralli
che tremano al tuo polso,
dove scivola e si tiene
il tuo bracciale.
Lasciami la strada
Lasciami la strada che ora svolta
e il gatto schiacciato sull’asfalto,
lasciami il sole che cade nei cortili
tra i sassi e le foglie che non sanno
se si rimane o muore.
Lasciami la morte ed il silenziatore
gli avanzi degli sposi felici,
lasciami gli alberi che sfilano lontani
come militi al sole che riscalda
già il calmo disarmo del cuore.
La sera in silenzio
La sera in silenzio
nel mio letto
mi rivesto della coltre
dei giorni
e come in un segreto
nascondiglio
rientro nelle spoglie
del mio tempo.
E ripenso alle mie
vite mancate,
scivolate al mio fianco
come pesci argentati
in un istante di luce,
nell’acqua appena
ramata dal sole.
Per le appassite mute
dei giorni io procedo
verso un sonno atroce
e avvolgo alla livrea
delle notti
le mie inutili spire
di ricordi,
con gli occhi aperti
nel buio e sospesi
nell’anima di pietra
della tana.
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Leggete il meglio del Novecento: “I frutti dell’eclisse” editore Rebellato 1982
La sera in silenzio
nel mio letto
mi rivesto della coltre
dei giorni
e come in un segreto
nascondiglio
rientro nelle spoglie
del mio tempo.