3 pensieri su “Luigi Maria Corsanico legge Marcello Comitini. 22

  1. Luigi Maria Corsanico

    MARCELLO COMITINI – FEROCIA ©2020

    Lettura di Luigi Maria Corsanico

    Oblivion, Astor Piazzolla
    Stjepan Hauser / “I Solisti di Zagreb”

    Immmagini:
    Leonora Carrington
    Max Ernst y Leonora

    Il tuo fiato nella mia bocca
    è una bolla profumata
    che mi cattura la lingua
    m’inebria il palato
    scende giù per la gola
    riempie i miei polmoni di vita.
    Le tue labbra sulle mie labbra
    lasciano colare il succo
    di pesche mature. Le mordo
    come l’affamato morde
    i lunghi attimi di felicità.
    Eri Leonora ambigua
    strega bambina
    e le mie mani da vecchio Ernst
    dipingevano il tuo corpo
    con le lunghe e lente
    pennellate del sentimento.
    Potrò mai dimenticare
    le mie mani sui tuoi seni?
    Cercavano il calore delle stelle
    le punte aguzze dei tuoi capezzoli.
    Le tue mani carezzavano i miei fianchi
    come se la lontananza
    li potesse sottrarre alle tue dita.
    Erano gesti
    che abbiamo amato perché ci amavamo.
    Ho chiuso gli occhi, ho cercato quel tepore
    per ritrovare la memoria del tuo corpo.
    Ha risposto la notte
    con la sua pioggia di tenebre.
    Ora chiedo il tuo silenzio
    per trattenere sulle mie ferite
    il balsamo dei tuoi baci.
    Spinti dalle tue parole
    sono caduti nel nulla
    come semi maturi.
    Li hanno raccolti le mie mani
    sotto cumuli di macerie.
    Hanno scavato fino a svelare
    il sorriso dolce della tua bocca
    e la ferocia
    da cui non so difendermi.

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  2. Clown: opinioni

    “Io mi dico è stato meglio lasciarci,
    che non esserci mai incontrati” (*).

    A volte veniamo spinti in un luogo della vita con il ricordo della felicità come unica risorsa, e occorre lottare con tutte le forze per lasciarlo inalterato, anche quando a rispondere sia solo la notte, con tutta la sua ferocia.

    “L’anima mia per questo s’è ammalata,
    non sogna più e resta addormentata.
    Prima che il vuoto tutti ci divori,
    che venga, venga presto,
    il tempo in cui ci si innamori.” (**)

    (*) – Fabrizio De Andrè – Giugno ’73
    (**) – Quest’amore – Roberto Lerici

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