Claude Debussy, Beau Soir
Transcrizione per violoncello e pianoforte di Nicholas Canellakis
Nicholas Canellakis, cello
Michael Brown, piano
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I FIORI DEL MALE
SPLEEN E IDEALE
LXV
TRISTEZZE DELLA LUNA
Questa sera la luna più languida sogna.
Come una bella donna che su molti cuscini
con la mano carezza distratta e leggera
prima di addormentarsi il contorno dei suoi seni.
Sul dorso satinato di molli valanghe,
morente si abbandona a lunghi svenimenti
e il suo sguardo volge alle bianche visioni
che salgono nell’azzurro come fioriture.
Quando su questa terra, nel suo pigro languore,
lascia a volte una lacrima discendere furtiva,
un poeta pietoso, nemico del sonno,
nella mano raccoglie la pallida lacrima,
dai riflessi iridati come scheggia d’opale,
e nel suo cuore la chiude, lontano dal sole.
Ema, il sole a volte brucia. Soprattutto quando a parlarne sia il Poeta Baudelaire. Brucia perché la sua luce cancella nostalgia amore dolore, luna e il poeta stesso. Il poeta, nemico del sonno, ha bisogno della penombra o della notte dove meglio brillano le bianche fioriture.
Grazie del tuo commento e dell’ascolto di questa magistrale lettura fatta da Luigi Maria Corsanico.
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Charles Baudelaire
I fiori del male
1857 – 1861
Traduzione di Marcello Comitini
© 2016 – Tutti i diritti riservati Comitini Marcello
Edizioni Caffè Tergeste
Lettura di Luigi Maria Corsanico
Claude Debussy, Beau Soir
Transcrizione per violoncello e pianoforte di Nicholas Canellakis
Nicholas Canellakis, cello
Michael Brown, piano
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I FIORI DEL MALE
SPLEEN E IDEALE
LXV
TRISTEZZE DELLA LUNA
Questa sera la luna più languida sogna.
Come una bella donna che su molti cuscini
con la mano carezza distratta e leggera
prima di addormentarsi il contorno dei suoi seni.
Sul dorso satinato di molli valanghe,
morente si abbandona a lunghi svenimenti
e il suo sguardo volge alle bianche visioni
che salgono nell’azzurro come fioriture.
Quando su questa terra, nel suo pigro languore,
lascia a volte una lacrima discendere furtiva,
un poeta pietoso, nemico del sonno,
nella mano raccoglie la pallida lacrima,
dai riflessi iridati come scheggia d’opale,
e nel suo cuore la chiude, lontano dal sole.
Luna, donna, poeta.
Nostalgia, amore,dolore, sembra non mancare nulla.
Non c’è posto per il sole.
Ema, il sole a volte brucia. Soprattutto quando a parlarne sia il Poeta Baudelaire. Brucia perché la sua luce cancella nostalgia amore dolore, luna e il poeta stesso. Il poeta, nemico del sonno, ha bisogno della penombra o della notte dove meglio brillano le bianche fioriture.
Grazie del tuo commento e dell’ascolto di questa magistrale lettura fatta da Luigi Maria Corsanico.
Sempre grazie a Fabrizio e a Luigi Maria per l’affettuosa diffusione delle mie fatiche letterarie.