
Eco notturna
Forse il prossimo capirà
L’alato basso
In poi di noi
Eccola vicina a distanza
Lampada
Che
Raccoglie la luce
Nel monastero
Il tronco
È a mano
Sulla seria loro
Accompagnata dalla
Merenda asciutta in un pranzo assente
La cena si divide nel pasto
D’archi folli camerate gestite dalle brande
Dei luoghi nei fondi stati
Ragione morte una ragione
Di essere vivi quando la terra è promessa
Clandestina sposa latitante
Trucco di muro
Vedi
Assente
Il mattone del gesso
Altro nome
Divisione di mare
L’osso
Di cavallo
Cifra muta
Bersaglio di ore finte
La stagione
Degl’occhi
Piange la forma
Pietra di neve
Tu possa
Il dattero
Sotto la luce
Nome di nome
La Fede
Sposata viva
Campo di sieri in foto
La campana
Addestrata
A cieco rotto mina
Eco notturna
Madre morta sul padre
Campagna di pane
Si divide
Col Figlio carne celeste
Chiosco della fine
L’andare l’arcobaleno Putto
Alzando terra avanti sua Sia
Minestra gelata fiore di cimitero
imboccati i morti
sono sepolte
le vagine delle stoviglie
raccordo fragile flettile forum
radice che poltrisce nella scheda
una per una l’olio della
mandria nella resistenza che la
manda all’oro colato nel bordo
l’altra non aveva questa
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Giorgio Stella primo dicembre notte
