Giorgio Stella, Eco notturna

Eco notturna

Forse il prossimo capirà

L’alato basso

In poi di noi


Eccola vicina a distanza

Lampada

Che

Raccoglie la luce


Nel monastero

Il tronco

È a mano

Sulla seria loro



Accompagnata dalla

Merenda asciutta in un pranzo assente

La cena si divide nel pasto


D’archi folli camerate gestite dalle brande

Dei luoghi nei fondi stati

Ragione morte una ragione

Di essere vivi quando la terra è promessa

Clandestina sposa latitante


Trucco di muro

Vedi

Assente

Il mattone del gesso

Altro nome


Divisione di mare

L’osso

Di cavallo

Cifra muta

Bersaglio di ore finte


La stagione

Degl’occhi

Piange la forma


Pietra di neve

Tu possa

Il dattero

Sotto la luce


Nome di nome

La Fede

Sposata viva


Campo di sieri in foto

La campana

Addestrata

A cieco rotto mina

Eco notturna


Madre morta sul padre

Campagna di pane

Si divide

Col Figlio carne celeste


Chiosco della fine

L’andare l’arcobaleno Putto

Alzando terra avanti sua Sia


Minestra gelata fiore di cimitero

imboccati i morti

sono sepolte

le vagine delle stoviglie

raccordo fragile flettile forum

radice che poltrisce nella scheda

una per una l’olio della

mandria nella resistenza che la

manda all’oro colato nel bordo

l’altra non aveva questa

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Giorgio Stella primo dicembre notte

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