Lirico terapia. Gerald Manley Hopkins, Il porto del cielo.

Il porto del cielo

Una suora prende il velo

Ho desiderato andare

               Dove le primavere non tramontano, 

In campi dove non cade grandine aguzza e spigolosa 

                E qualche giglio spunta. 

E ho chiesto di essere 

                Dove non vengono tempeste, 

Dove il verde mulinare è muto nei porti, 

                 E lontano dal sommovimento del mare.

Sacerdote e poeta, definito “un grande maestro della poesia moderna”, Hopkins riesce a rendere i sentimenti più profondi di un’anima consacrata – qui una suora che “prende il velo”. A prima vista, sembra una fuga dal mondo, un cercare riparo dalla “grandine aguzza e spigolosa”, dalle “tempeste”, dal “sommovimento del mare”, inevitabili nell’esperienza umana ordinaria. La religione come oppio dei popoli è un’idea dura a morire. Non sono mancate del resto, nella storia della Chiesa, persone che hanno scelto la via religiosa come soluzione ai propri problemi psicologici o economici. La poesia di Hopkins, tuttavia, mette in risalto la profondità dei sentimenti, la consapevolezza che l’intimità con Dio è l’unica fonte di pace indefettibile. Non è una difesa velleitaria dai pericoli esterni, ma l’adesione radicale e coraggiosa a Chi libera dal male del peccato.

2 pensieri su “Lirico terapia. Gerald Manley Hopkins, Il porto del cielo.

  1. S&R

    La trovo splendida, solo la poesia poteva descrivere un’emozione così elevata e inafferrabile.
    Il commento porta l’attenzione sulla particolarità di una tale scelta, certamente incomprensibile senza uno sguardo di fede.

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