Lirico terapia. Pietro Zovatto, Verso dove?

Verso dove?

Diventiamo adulti 

per un breve istante 

se la sorte

ci estrasse alla vita. 

Quando hai guardato 

tutte le cose della terra 

e sopra le stelle 

e ogni creatura 

rifatta in armonia 

nello splendore del bello 

è ora di andare 

alla ricerca di un altro 

appiglio nelle frontiere 

dell’assoluto silenzio. 

I santi e i profeti 

con più forza cantino 

quest’uomo che geme 

esiliato in non so quale 

taverna oscura. Se 

hai questo desiderio 

arcano sei maturo 

per passare all’altra 

riva, dice l’operaio 

buono di Nazareth.

Come sempre, ogni lettore è libero di interpretare secondo il suo personalissimo punto di vista. A me pare che si tratti, qui, di una svolta decisiva nella vita: dall’esperienza della bellezza e della bontà, i primi gradini della crescita spirituale, al mistero di una verità che sfugge alle rappresentazioni, e coincide col silenzio. Il termine tecnico, al riguardo, è teologia apofatica, la quale non può dire ciò che è, ma quello che non è. Prima o poi ci ritroviamo tutti su questa riva estranea ai soliti approdi, non fosse che nel momento della morte. Allora cercheremo “un altro appiglio”, una salvezza “altra” rispetto alle nostre sicurezze.

Un pensiero su “Lirico terapia. Pietro Zovatto, Verso dove?

  1. S&R

    Condivido la chiave di lettura proposta nel commento, che svela la profondità del mistero racchiusa in questi splendidi versi.

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *