
Gesù ci aspetta, ci dà appuntamenti imprevedibili: è invisibile, ma sa farsi riconoscere meglio di chiunque, quando vuole. Sta a noi ritrovarlo in quel segno, nell’evento inaspettato, nella bellezza di qualcosa che appare all’improvviso in una luce diversa, ultraterrena.

Sì, credo anch’io, una luce inaspettata che illumina qualcosa, non so, sono sempre molto incerto, temo di autoingannarmi, ma certe coincidenze, forse analoghe a quelle che Jung invitava a notare nella vita di ogni giorno, talvolta dicono qualcosa, o no?
Leggere l’alfabeto di Dio è prerogativa di un cuore puro, di uno sguardo capace di meravigliarsi e di cogliere nessi invisibili, che legano ogni cosa nell’unità imperscrutabile del progetto divino.
Gesù in persona si accostò e camminava con loro, ma i loro occhi erano incapaci di riconoscerlo.
Allora i loro occhi si aprirono e lo riconobbero…
Sta a noi…