2 pensieri su “Luigi Maria Corsanico legge Bertolt Brecht. 5

  1. Luigi Maria Corsanico

    BERTOLT BRECHT
    POESIE E CANZONI
    A cura di Ruth Leiser e Franco Fortini
    ©1959 Giulio Einaudi editore s.p.a., Torino.
    Prima edizione nei “Millenni”, 1959.
    Della qualifica di emigrante
    Über Die Bezeichnung Emigranten [1937]
    Lettura di Luigi Maria Corsanico

    György Ligeti
    Concerto da camera per tredici strumenti
    Ensemble intercontemporain
    Tito Ceccherini, direttore

    Versi di Bertolt Brecht, scritti durante l’esilio danese, quando si stabilì sull’isola di Fyn nei pressi di Svendborg.
    Il nome “Sund” si riferisce al canale tra l’isola di Fyn e Vindeby.
    Nella raccolta “Svendborger Gedichte” (1939)

    ~~~~~~~

    Sempre mi è parso erroneo il nome che ci han dato: emigranti
    Questo significa: espatriati. Ma noi
    non siamo espatriati volontariamente
    altro paese scegliendo. E nemmeno siamo espatriati
    in un paese, per restarvi, possibilmente per sempre.
    Siamo fuggiti, invece. Espulsi noi siamo, banditi.
    E non casa, ma esilio dev’essere il paese che ci ha accolti.
    Così, inquieti, prendiamo stanza, se possibile presso ai confini,
    aspettando il giorno del ritorno, qualsiasi minimo cambiamento
    oltre il confine spiando, ogni nuovo venuto
    febbrilmente interrogando, nulla dimenticando e a nulla
    rinunciando
    e neanche perdonando nulla di quel che è successo, nulla
    perdonando.
    Ah, il silenzio del Sund non ci inganna! Noi udiamo le grida,
    fin qui, dai loro campi. Noi stessi siamo
    quasi come voci dei misfatti, che varchino
    i confini. Ognuno di noi
    che va attraverso la folla con le sue scarpe consunte
    testimonia della vergogna che ora macchia il nostro paese.
    Ma nessuno di noi
    rimarrà qui. L’ultima parola
    non è stata detta ancora.
    (1937)

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *