Piccolo Magnificat. 3


di Giampaolo Centofanti 

Abramo, che sperò contro ogni speranza

Niente.

Non vedo ancora niente lì sul monte.

Forse le stelle alpine sono le sole

a credere ancora ad un tempo che viene,

loro hanno in dono petali di lana per il vento e la neve.

Lì sulle cime calve battute dalla tramontana

vi è tanto turbinare che non alza in volo niente.

Ma una felicità insensata ancora pervade l’aria,

su per la mulattiera, ancora è come lana.

 

Canto del pescatore

Tutto e niente, ogni cosa

è brezza del mare argentato.

Ancora veglia l’innamorato.

E mille stelle e vele sciolte

e reti colme e non colte

al povero pescatore d’aurore.

 

La macchina del tempo

Boccali di vino lasciati sulla tavola vuota,

finestre schiuse sull’aia non più nota,

un tempo allegra di vita semplice e buona.

Può tornare anche il tempo su quella strada,

dove un gallo bastava a salvare l’anima nostra

e l’asinello era un messo del cielo che ci parlava.

 

Pasqua

Che aria tersa dopo la pioggia di primavera,

che luce viva che tutto mostra non veduta

e dopo la neve quali campi di grano e olivi

e querce portano il mio passo che sempre

ti cerca. E ora anche tu mi sei vicina, così,

senz’ancora dire niente, portata dai gelsomini,

cantata dal vento, lasciando fare al tempo.

2 pensieri su “Piccolo Magnificat. 3

  1. S&R

    Queste ultime righe sono potenti, sprigionano la forza misteriosa del simbolo, e raggiungono il centro esatto del cuore.

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  2. hellomiticospank

    Abramo, che sperò contro ogni speranza
    ….. SOLO LA FEDE, LA FIDUCIA, IL DISTACCO DA SE STESSI, L’ABBANDONO TOTALE A DIO, PORTA A SPERARE CONTRO OGNI SPERANZA …

    Rispondi

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