Abramo, che sperò contro ogni speranza
Niente.
Non vedo ancora niente lì sul monte.
Forse le stelle alpine sono le sole
a credere ancora ad un tempo che viene,
loro hanno in dono petali di lana per il vento e la neve.
Lì sulle cime calve battute dalla tramontana
vi è tanto turbinare che non alza in volo niente.
Ma una felicità insensata ancora pervade l’aria,
su per la mulattiera, ancora è come lana.
Canto del pescatore
Tutto e niente, ogni cosa
è brezza del mare argentato.
Ancora veglia l’innamorato.
E mille stelle e vele sciolte
e reti colme e non colte
al povero pescatore d’aurore.
La macchina del tempo
Boccali di vino lasciati sulla tavola vuota,
finestre schiuse sull’aia non più nota,
un tempo allegra di vita semplice e buona.
Può tornare anche il tempo su quella strada,
dove un gallo bastava a salvare l’anima nostra
e l’asinello era un messo del cielo che ci parlava.
Pasqua
Che aria tersa dopo la pioggia di primavera,
che luce viva che tutto mostra non veduta
e dopo la neve quali campi di grano e olivi
e querce portano il mio passo che sempre
ti cerca. E ora anche tu mi sei vicina, così,
senz’ancora dire niente, portata dai gelsomini,
cantata dal vento, lasciando fare al tempo.


Queste ultime righe sono potenti, sprigionano la forza misteriosa del simbolo, e raggiungono il centro esatto del cuore.
Abramo, che sperò contro ogni speranza
….. SOLO LA FEDE, LA FIDUCIA, IL DISTACCO DA SE STESSI, L’ABBANDONO TOTALE A DIO, PORTA A SPERARE CONTRO OGNI SPERANZA …