3 pensieri su “Luigi Maria Corsanico legge Paul Éluard. 5

  1. Luigi Maria Corsanico

    Paul Éluard – La mia morte vivente
    Ma morte vivante
    Traduzione di Vincenzo Accame
    da “Paul Éluard, Ultime poesie d’amore”
    Passigli Poesia, 1996
    da “Le Phénix”, 1951, in “Derniers poèmes d’amour”
    Seghers, Paris, 1963

    Lettura di Luigi Maria Corsanico

    Henri Martinie – Nusch y Paul Éluard, 1935

    Paul Hindemith – Trauermusik for Viola and Strings (1936)
    Yuri Bashmet, viola

    ~~~~~~

    Nel mio dolore nulla è in movimento
    Di quello che io stesso sono stato
    Attendo nessuno verrà
    Né di giorno né di notte né mai piú
    I miei occhi si sono separati dai tuoi occhi
    Perdono la fiducia perdono la luce
    La mia bocca si è separata dalla tua bocca
    La mia bocca si è separata dal piacere
    E dal senso dell’amore e dal senso della vita
    Le mie mani si sono separate dalle tue mani
    Le mie mani lasciano sfuggire tutto
    I miei piedi si sono separati dai tuoi piedi
    Non avanzeranno piú non ci sono piú strade
    Non conosceranno piú né il peso né il riposo
    Mi è concesso di veder finire la mia vita
    Con la tua
    La mia vita è in tuo potere
    Che ho creduto infinita
    E l’avvenire la mia sola speranza è il mio sepolcro
    Identico al tuo circondato da un mondo indifferente
    Ero cosí vicino a te che ho freddo vicino agli altri.

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  2. S&R

    La separazione, la fine di un mondo, la fine di un modo di essere che non sarà mai più.
    Bella la poesia e bella l’interpretazione!

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