Lirico terapia. Vittorio Sereni


Di passaggio

Un solo giorno, nemmeno. Poche ore.

Una luce mai vista.

Fiori che in agosto nemmeno te li sogni.

Sangue a chiazze sui prati,

non ancora oleandri dalla parte del mare.

Caldo, ma poca voglia di bagnarsi.

Ventilata domenica tirrena.

Sono già morto e qui torno?

O sono il solo vivo nella vivida e ferma

nullità d’un ricordo?

Qual è il confine tra la vita e la morte? Cos’è che ci fa sentire vivi e cosa, invece, ci spegne? Sereni, come sempre, coinvolge il lettore nelle sue domande.

2 pensieri su “Lirico terapia. Vittorio Sereni

  1. S&R

    Devo dire che senza la chiave che hai dato, la poesia mi sarebbe sembrata piuttosto oscura. Dopo però si è spalancato il fascino della domanda per eccellenza, sospesa sulla linea in cui mare e cielo si fondono a ricordare che il confine è sempre oltre, perché una risposta unilaterale rischierebbe di coincidere con la stasi e di pendere pericolosamente verso il polo del puro nulla.

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *