Un solo giorno, nemmeno. Poche ore.
Una luce mai vista.
Fiori che in agosto nemmeno te li sogni.
Sangue a chiazze sui prati,
non ancora oleandri dalla parte del mare.
Caldo, ma poca voglia di bagnarsi.
Ventilata domenica tirrena.
Sono già morto e qui torno?
O sono il solo vivo nella vivida e ferma
nullità d’un ricordo?
Qual è il confine tra la vita e la morte? Cos’è che ci fa sentire vivi e cosa, invece, ci spegne? Sereni, come sempre, coinvolge il lettore nelle sue domande.


Devo dire che senza la chiave che hai dato, la poesia mi sarebbe sembrata piuttosto oscura. Dopo però si è spalancato il fascino della domanda per eccellenza, sospesa sulla linea in cui mare e cielo si fondono a ricordare che il confine è sempre oltre, perché una risposta unilaterale rischierebbe di coincidere con la stasi e di pendere pericolosamente verso il polo del puro nulla.
Vita amore e morte, condizioni circa le quali e’ impossibile avere dubbi. Il resto credo sia solo noia.