
Rossella Tempesta è nata a Napoli nel 1968 e vissuta a Terlizzi, Milano, Cattolica, Rimini, Napoli. Attualmente risiede a Formia. Si occupa di poesia e cultura anche promuovendone la divulgazione con eventi e iniziative corali. Suoi testi e interventi appaiono sulle riviste Poeti e poesia, La mosca di Milano, Graphie, ClanDestino, Attra-Verso, Poesia, Il filo rosso, Farepoesia. Ha ricevuto i premi Dario Bellezza, Salvatore Quasimodo, Miramare Poesia, Hostaria dal Terzo, Sandro Penna. Autrice di nove libri di poesia e di un romanzo è presente nell’antologia Nuovi poeti italiani n.6 a cura di Giovanna Rosadini, Einaudi, 2012.
È sparita l’estate dall’armadio
sta tutta chiusa nelle scatole nascoste sotto il letto
eppure la stanza profuma di aria salmastra
e niente ha potuto la pioggia fitta dal cielo grigio, niente.
Porta notizie quest’aria marina, dice che a Gerusalemme
arabi e ebrei hanno sfilato insieme per la pace sulla King George
ma è stata solo una piccola cosa
e gli arabi parevano la minoranza.
*
Presente all’amore presente
mi insegnano gli occhi dei figli.
Il primo sguardo loro diceva:
Presente all’amore presente,
ho fiducia tu sia
L’amore per sempre,
lo imparo dai campi e dai fiori
lo copio dai rami protesi
Presente all’amore presente
canta la cicala e risponde il vento
Figli venite in corrente
presenti all’amore presente:
una madre è nata da voi,
siete nati dall’amore per sempre.
*
Portare a compimento la vita degli uccelli
non abitare che gli alberi e l’aria
non avere altro che un nido intrecciato
e una stagione sola, inseguirla per tutta la Terra
stridendo, garrendo poi planando mutamente
con la nenia delle ali nel vento.
Sorvolare l’infinito marino,
non temere, non chiedersi nulla.
Sapere invece tutto su direzioni e stelle,
tempeste e ripari, senza dubbio inquieto
ma per calma, intuitiva sapienza.
Paura, non saperne il nome
Amore, non conoscerne la ferita.
Rossella Tempesta è un’autrice già ben nota al pubblico dei lettori di poesia italiani. Inserita nell’ultima edizione dei Nuovi poeti italiani (Einaudi, 2012) a cura di Giovanna Rosadini, si riconosce per un verso colorato eppure essenziale. Si legge ad esempio nel succitato volume Einaudi: Sgranate di rose/ ai bordi della ferrovia,/ insospettabile qualità, vera dote/ di tutte le mogli dei ferrovieri./ Coltivare giardini rugginosi,/ nelle sere,/ queste macchie fiamminghe / per gli occhi dei viaggiatori.
Nella sua poesia c’è una misura che dice una non-misura, c’è una pulizia del verso che conta e sceglie le parole quasi con pudore, come fosse un’ospite femminile che accoglie degli amici rimanendo quieta in una posa timida, educata. Ma con negli occhi un colore che dice il fuoco dello stomaco, dei fianchi, delle ossa stesse. La sostanza più profonda della poesia di Rossella Tempesta, è un affondo tanto poetico quanto fondamentalmente filosofico dentro l’animo umano; ci si trova a incontrare una passione dei muscoli che cerca di non debordare. E incredibilmente ci riesce non tradendosi né mascherandosi. Un incontro che tra l’altro resta tale e non sfocia mai nello scontro per un insito entusiasmo nella poesia. Un entusiasmo che però non copre nè nasconde l’ansia, la paura, la frenesia.
Questa poesia ha la sensualità del corpo in ogni lettera che compone il verso, è un modo di relazionarsi col mondo che inevitabilmente crea quell’entusiasmo di cui ho detto. Perché quando il mondo è colto con interezza e nella sua interezza non può che esprimere stupore, apnea dello sguardo per coglierne le minime quanto stupefacenti vibrazioni.
(Michele Paoletti)

Mi complimento con Rossella Tempesta per i suoi versi tanto profondamente attenti alle ragioni dello spirito e con Pasquale Vitagliano per averne dato visibilità qui
Sandro Angelucci