O cielo delicato
prima dell’alba ascoltami.
Forse io non sono nato
per vivere qua giù.
Ma cielo delicato
(mi ascolti?) io ben lo sento
che è tuo quello strumento
fierissimo e dannato.
Sei tu che l’hai buttato
a vivere qua giù.
Sei tu che l’hai legato
se sempre guarda in su.
Una preghiera, questa di Sandro Penna, in cui qualcuno potrebbe ritrovarsi. Il confine tra lontano e vicino è sempre incerto.


Desiderio e nostalgia, risentimento e attribuzione di colpa: il cuore del poeta sembra oscillare tra questi due poli, ma senza asprezza, quasi in sussurro delicato come quel cielo a cui si rivolge.
Il modo migliore di viversela e’ fare pace con la propria finitezza.
O CIELO DELICATO
PRIMA DELL’ALBA ASCOLTAMI.
Bellissimi questi versi
Sono simile ad una preghiera che faccio in particolar modo quando il mio cuore, è affranto.
Ti prego Signore stasera mi devi ascoltare, lascia ogni impegno dal cielo e vieni a sentire…Ho un nodo alla gola e non posso parlare …
Sono parole di un canto che io ho preso come mia preghiera.