3 pensieri su “Luigi Maria Corsanico legge Fernando Pessoa. 40

  1. Luigi Maria Corsanico

    FERNANDO PESSOA – ODI DI RICARDO REIS
    da: Fernando Pessoa
    UNA SOLA MOLTITUDINE
    Volume secondo
    a cura di Antonio Tabucchi
    con la collaborazione di Maria José de Lancastre
    ADELPHI EDIZIONI
    Odes de Ricardo Reis . Fernando Pessoa.
    (Notas de João Gaspar Simões e Luiz de Montalvor.)
    Lisboa: Ática, 1946

    Lettura di Luigi Maria Corsanico

    Arvo Pärt
    Tabula rasa – 2. Silentium: Senza moto
    Göteborgs Symfoniker · Erik Risberg

    ~~~~~~~

    Quando, Lídia, vier o nosso Outono
    Quando, Lidia, verrà il nostro autunno
    con l’inverno che porta in sé, riserviamo
    un pensiero, non alla futura
    primavera, che è di altri,
    né all’estate, della quale siamo i morti,
    ma solo a quanto resta di ciò che passa –
    il giallo attuale che le foglie vivono
    e che le rende diverse.
    (13.6.1930)

    No breve número de doze meses
    Nel breve numero di dodici mesi
    l’anno trascorre, e brevi sono gli anni,
    pochi la vita dura.
    Ché sono dodici o sessanta nella foresta
    dei numeri, e quanto poco manca
    alla fine del futuro!
    Due terzi ormai, del corso così rapido
    che mi è imposto di correre scendendo, passo.
    Mi affretto, e subito finisco.
    Lasciato in declivo cedo, e riluttante affretto
    il moribondo passo.
    (18.6.1930)

    Não sei de quem recordo meu passado
    Non so di chi ricordo il mio passato
    ché altro fui quando lo fui, né mi conosco
    come se sentissi con l’anima che ho
    l’anima che sentendo ricordo.
    Da un giorno all’altro ci disancoriamo.
    Niente di veritiero a noi ci unisce –
    siamo chi siamo, e chi fummo fu
    cosa vista di dentro.
    (2.7.1930)

    O que sentimos, não o que é sentido
    Quel che sentiamo, non quel che è sentito, è ciò che abbiamo. Certo, l’inverno triste accogliamolo come il destino.
    Ci sia inverno sulla terra, non nella mente. E, amore ad amore, o libro a libro, amiamo il nostro teschio breve.
    (8.7.1930)

    Não só quem nos odeia ou nos inveja
    Non solo chi ci odia o chi ci invidia ci limita e opprime; chi ci ama nondimeno ci limita.
    Mi concedano gli dèi che, spoglio di affetti, abbia la fredda libertà delle vette deserte.
    Chi poco vuole, ha tutto; chi niente vuole è libero; chi non ha, e non desidera, uomo, è uguale agli dèi.
    (1.11.1930)

    Não sei se é amor que tens, ou amor que finges,
    Non so se è amor che hai, o amor che fingi,
    quello che mi dai. Dammelo. Così mi basta.
    Giacché per tempo giovane non sono,
    che lo sia almeno per errore.
    Poco gli dèi ci danno, e il poco è falso.
    Però, se ce lo danno, sebbene falso, l’offerta
    è vera. Accetto.
    Chiudo gli occhi: è sufficiente.
    Cosa voglio di più?
    (12.11.1930)

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