
Non preoccupiamoci del giudizio degli altri: bisogna concentrare le energie, rivolgerle alla meta. Ogni deviazione è una perdita di tempo, e la vita è breve. Preoccupiamoci piuttosto di piacere a Dio: è l’unico a influire veramente sul nostro destino.

Senza andare a scomodare Dostoieskj o Fabrizio De André che ci “scoprirebbero”complici dell’ “”imputato”” nel nostro arbitrio a giudicare,mi propongo semplicemente un rapido escursus in MT.7,1:
«…col giudizio che voi giudicate sarete giudicati,e con la misura con cui misurate sarete misurati»!
(…aggiungo al mio bagaglio…e continuo lungo il “sentiero”… )