2 pensieri su “Luigi Maria Corsanico legge Lawrence Ferlinghetti. 3

  1. Luigi Maria Corsanico

    Lawrence Ferlinghetti – La lunga strada
    The Long Street
    A Coney Island of the Mind
    (City Lights Books,
    New Directions Publishing Corporation, 1958)

    A Coney Island of the Mind / Lawrence Ferlinghetti
    traduzione di Damiano Abeni e Moira Egan.
    Roma : Minimum fax, 2011

    Lettura di Luigi Maria Corsanico

    Miles Davis Quintet Live at Teatro dell’Arte in Milan, Italy on October 11, 1964
    Trumpet: Miles Davis
    Saxophone: Wayne Shorter
    Piano: Herbie Hancock
    Bass: Ron Carter
    Drums: Tony Williams

    ~~~~~~~~~~~~~~~

    La lunga strada
    che è la strada del mondo
    passa attorno al mondo
    piena di tutte le persone del mondo
    per non parlare di tutte le voci
    di tutte le persone
    che siano mai esistite
    Amanti e piangenti
    vergini e dormienti
    venditori di spaghetti e uomini sandwich
    lattai e oratori
    banchieri bolsi
    casalinghe calcolatrici
    inguainate in snobberie di nylon
    deserti di pubblicitari
    mandrie di puledre delle superiori
    orde di universitari
    tutti che parlano e parlano
    e passeggiano qui e là
    o si sporgono dalle finestre
    per vedere come
    gira il mondo
    dove tutto succede
    prima o poi
    se davvero succede
    E la lunga strada
    che è la strada più lunga
    del mondo
    ma che non è lunga
    come sembra
    attraversa
    tutte le città e tutti i paesaggi
    giù per ogni vicolo
    su per ogni viale
    attraverso ogni incrocio
    con il semaforo rosso o con il semaforo verde
    città al sole
    continenti sotto la pioggia
    Hong Kong affamate
    Tuscaloosa non dissodabili
    Oakland dell’anima
    Dublino dell’immaginazione
    E la lunga strada
    si srotola tutt’attorno
    come un enorme trenino ciuff-ciuff
    che sbuffa attorno al mondo
    con i passeggeri che piangono forte
    e poppanti e cestelli da pic-nic
    e gatti e cani
    e tutti quanti a chiedersi
    ma chi è
    in cabina là davanti
    che guida il treno
    se pure c’è qualcuno
    il treno che corre attorno al mondo
    come un mondo che va in tondo
    e tutti quanti a chiedersi
    cos’è che succede
    se pure succede qualcosa
    e alcuni che si sporgono
    e guardano avanti
    e cercano di dare almeno
    un’occhiata al macchinista
    nella sua cabina monoculare
    cercando di vederlo
    di intravedergli la faccia
    di coglierne un’occhiata
    mentre si lanciano attorno a una curva
    ma non ci riescono mai
    anche se di tanto in tanto
    sembra che
    stiano per farcela
    E la strada continua dissestata
    il treno continua a rotolare
    con i finestrini che si spingono in alto
    i finestrini che sono le finestre
    di tutti gli edifici
    di tutte le strade del mondo
    che continuano a rotolare
    nella luce del mondo
    nella notte del mondo
    con lanterne agli incroci
    luci smarrite che illuminano a lampi
    folle nei luna-park
    circhi dei boschi di notte
    bordelli e parlamenti
    fontane dimenticate
    porte di cantine e porte non trovate
    figure alla luce dei lampioni
    pallidi idoli che danzano
    mentre il mondo continua dissestato
    Ma adesso arriviamo
    alla parte solitaria della strada
    la parte della strada
    che percorre
    la parte solitaria del mondo
    E questo non è il posto
    in cui si prende la coincidenza
    per il Brighton Beach Express
    Questo non è il posto
    in cui si fa niente
    Questa è la parte del mondo
    dove non c’è niente da fare
    dove nessuno sta facendo
    niente
    dove nessuno è da nessuna parte
    nessuno in nessun posto
    tranne te stesso
    nemmeno uno specchio
    per fare un tuo doppio
    non un’anima
    tranne la tua
    forse
    e perfino quella
    non lì
    forse
    o non tua
    forse
    perché tu sei come si dice
    morto
    sei arrivato in stazione
    Smonta

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