Ho ricevuto da Lidia Ajassa due poesie inedite di Roberto Rossi Testa, scritte nel tempo dell’attesa, in preparazione del passaggio. Non c’è niente da aggiungere, se non ricordare, ancora una volta, lo spessore di un uomo e di un poeta che ha saputo andare controcorrente, insieme con la sua compagna, senza mai cedere ad alcuna facile sirena del mondo, approdando a ciò che resta per sempre:
“Quando tutto è finito
si comincia davvero”.
*
Ecco il cielo stellato: tante porte, corridoi dietro ad esse
che formano un groviglio come i nodi
di un tappeto o la chioma di una pianta.
La pianta della vita, vita che
altrove e assai lontano
(ma altrove dove, e assai lontano quanto?)
contempla e lotta, ansima e sospira.
*
Fu quando se ne andò
lasciando giù le chiavi
e la porta si chiuse
e più nessuna voce
lo richiamò, fu allora
che sgusciò da se stesso.
Senza polmoni infine
si respirava meglio,
né c’eran più ragioni
per scapparsene via.
Rimase nei dintorni.
Ricordava ben poco,
non chiedeva più niente.
Rimase nei dintorni,
tendendo spesso gli occhi
al mutevole cielo.
Quando tutto è finito
si comincia davvero.
[immagine donata da Lidia Ajassa]

Grazie di cuore a Lidia Ajassa e a Fabrizio per queste poesie di Roberto, che ricordo con sincero affetto e stima, come uomo e come amico non meno che come poeta e studioso di valore.
Grazie anche da parte mia.
Non smetteremo mai di ricordarti, Rorote!