Propongo due brevi testi: un “sogno” su il Foglio di Adriano Sofri, di cui in genere non condivido le affermazioni quando parla di guerra, però condivido questo sogno; e un apologo storico che Alessandro Dal Lago (deceduto ieri) ha ricordato nel suo ultimo articolo su il manifesto. Mi portano a condividere questi due interventi i discorsi del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina continua a chiedere ai Paesi occidentali armi, intervento della Nato, no fly zone. Mi limito a ricordare i discorsi delle ultime due settimane.
Il 14 marzo Zelensky ha chiesto alla Nato di istituire una no fly zone sull’Ucraina, altrimenti, ha avvertito, “i razzi russi cadranno sul territorio dell’alleanza”. Il 15 marzo in collegamento con la sessione plenaria della Joint Expeditionary Force London 2022, Zelenzky chiede armi e no fly zone. Sempre il 15 marzo Zelensky chiede al Parlamento canadese armi pesanti. Il 16 marzo Zelinsky chiede al Congresso Usa armi e no fly zone. Il 17 marzo tocca alla sua vice Iryna Vereschchuk: “Vogliamo la Nato, la Terza guerra mondiale è già qui“. Il 20 marzo Zelensky chiede al Parlamento israeliano di fornire armi e di sanzionare la Russia. Il 23 marzo Zelensky chiede al Parlamento francese più armi e più sanzioni contro la Russia. Il 24 marzo Zelensky ha chiesto all’Occidente di inviare “armi offensive” come “mezzo di deterrenza”. il 27 marzo Zelensky chiede altre armi, che nei depositi occidentali “si stanno ricoprendo di polvere”. Il 25 marzo Alexander Rodnyansky, consigliere di Zelensky, in collegamento con il programma televisivo Otto e Mezzo chiede “armi offensive e no fly zone“. Non ci sono da temere reazioni di Putin, assicura Rodnyansky : “Ci avete già dato gli armamenti e la Russia non lo considera un intervento tale da considerare che l’Occidente sia coinvolto nel conflitto, quindi se ci aiutate a proteggere i cieli, chi lo dice che porterebbe a una reazione diversa di Putin? Lo dicono, ma non significa che lo farebbero”. Una sorta di azzardo, insomma. Ma questi vogliono la terza guerra mondiale? Non sarebbe un disastro soprattutto per l’Ucraina?
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Suggerire a Zelensky un pezzetto di discorso
di Adriano Sofri
So che non si fa, ma la carne è debole, e cede alla tentazione di suggerire a Zelensky un pezzetto di discorso. Del resto è stato lui, al Congresso statunitense, a usare la citazione: “Ho un sogno”. Il mio pezzetto dice: “Ho un sogno. Sogno che donne e uomini democratici dell’Ucraina, di lingua russa o ucraina, si uniscano alle donne e agli uomini democratici della Russia, per amore della giustizia e della libertà”. Non è granché. E’ tutto. (da qui)
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Le nebbie impenetrabili dei conflitti armati e quelle oscure della pace
di Alessandro Dal Lago
Quando i nazisti invasero Danimarca e Norvegia nel1940, si trovarono di fronte a due reazioni diverse. La combattiva Norvegia scelse di resistere, sostenuta da Inghilterra e Francia, fu occupata dopo un breve conflitto e il suo governo andò in esilio. La disarmata Danimarca scelse la resistenza passiva – accettò la sconfitta – e cercò di coesistere con il regime nazista. Il re girava con la stella gialla sul petto e i nazisti non sapevano come comportarsi. Nel 1943, nel corso di una notte, pescatori e diportisti danesi riuscirono a trasportare in Svezia gli ebrei di Danimarca attraverso l’Øresund, beffando Hitler. Un’azione diversamente eroica, che esprime la nobiltà di quella società nordica. Resistere con le armi o accettare una sconfitta oggi che potrebbe portare a una vittoria domani: ecco una scelta tra due strategie che non possiamo chiedere al dittatore revanscista Putin, ma a chi lo contrasta in nome dei valori democratici. Qualche leader Nato avrebbe dovuto suggerirla a Zelenskyi, se solo entrambi avessero un minimo di cultura storica. (da qui)
