
Che poi il caos ti insegue, ti si aggrappa addosso, quando meno te lo aspetti. Le nevrosi del mondo ti prendono per la collottola e t’ingiungono di fare questo o quello, ti succhiano la vita fino a lasciarti esausto. Se tutte le malattie del mondo si radunassero qui, in questa piazza cotta dal sole, si potrebbe fare un gran falò, una colonna di fumo che raggiungerebbe le case, le camere, e tutti sentirebbero l’odore acre della follia, il senso dell’umanità per ciò che è fuori del limite, che non tollera rinunce o restrizioni, che invade, che ingombra, e tu stai lì che speri di farla franca, almeno questa volta. La dinamica è la stessa: puoi fare questo? puoi fare quello? e ti chiedi quale sarà la posta in gioco, se sia più alta, se perderai tutto in una volta, o continuerà lo stillicidio, il dissanguamento progressivo.
I passerotti continuano a parlarsi, forse parlano a noi, ci ricordano che c’è salute, in qualche posto, che forse siamo noi l’unico angolo malato, mentre il resto è Regno di Dio, Suo progetto, bellezza incompresa in questo mondo di mostri, di guerre, di violenza. Chissà da dove viene il male, dove attinge la sua forza, le sue motivazioni, dove trova la forza di opporsi a un disegno così chiaro, un’unione, un’armonia, un essere gli uni per gli altri e non nemici, diffidenti, pronti a pensare male del prossimo che arriva, come se nel fondo dell’uomo e della donna ci fosse una tenebra invincibile, mentre è vero il contrario e allora perché non rischiare sul prossimo che arriva, questo ragazzo confuso, aggressivo, che denuncia il male che lo assedia, e tu gli dici aspetta, siamo noi che dobbiamo custodire, abitare la luce, e lui ci crede, se ne va sovrappensiero, come se il canto degli uccelli gli avesse ricordato qualche cosa, come se il progetto fosse emerso all’improvviso in tutto il suo splendore, e per un momento, per un solo momento, il paradiso fosse qui, un angolo di paradiso in questo giorno di merda, come aveva detto entrando, poco prima.

Siamo noi che dobbiamo abitare la luce…folgorante, come la bellezza che emana ogni parola di questo intensissimo pezzo.
Evidenzio ciò che ritengo importante riflettere …
Chissà da dove viene IL MALE, dove attinge la sua forza, le sue motivazioni, DOVE TROVA LA FORZA DI OPPORSI a un disegno così chiaro, un’unione, un’armonia, un ESSERE GLI uni PER GLI ALTRI e NON NEMICI, DIFFIDENTI, pronti a pensare male del prossimo che arriva, COME SE NEL FONDO dell’UOMO e della DONNA ci fosse una tenebra invincibile,
SE riusciamo ad abitare la luce anche in modo intemittente è perchè Dio è intevenuto nel nostro cuore.Da soli, purtroppo, non ce la facciamo.L’ombra che abita l’uomo tende a dominare con mille espedienti, solo con il pensiero continuo rivolto al Signore possiamo salvarci e superare i vari ostacoli che si frappongono alla realizzazione del bene.