
La musica dell’adorazione è una ninna nanna che calma il pianto del bambino che è in noi, almeno in me, non so se in voi ci sia un bambino – oggi, in giro, c’è una gran confusione. Mia madre ha la faccia pallida delle malattie, la debolezza con tremore che colpisce più il parente del paziente, anche se cerco di dirle che è normale, che basta mangiare un po’ di yogurt e tutto passa, come per miracolo. La nostra vocazione di angeli di strada è dare rassicurazioni a buon mercato, che però finiscono col funzionare, perché la fede è gettare il cuore oltre l’ostacolo, l’andare verso se stessi come Abramo, quel giorno che il Signore gli disse lech lecha, e lui credette, perché ci sono uomini predisposti a guardare verso l’altro – come nell’icona delle icone, la Trinità di Rublev – a fidarsi, come ci fosse qualcosa di più grande dell’io, come se tutta la vita fosse un lungo viaggio, faticoso, doloroso, che tuttavia ha un approdo, al contrario delle vite che finiscono nel nulla. La musica insiste, mia madre beve l’acqua che le fa venire subito la tosse, è difficile guardare un malato, perché ricorda la tua malattia, e la tua morte, e nessuno ha intenzione di guardare in faccia la sua fine, anche se la vita, cara lettrice, anche se la vita, caro lettore, tutti lo sanno, si capisce dalla fine. Sono stanco anch’io, anch’io tremo un poco, almeno dentro, in questo giorno di funerali e confessioni, forse per questo un prete è così saggio, perché è sempre in contatto con la morte, così in contatto che non gli fa paura, ma quasi tenerezza, vorrebbe consolarla, sorella morte, fai un duro mestiere, quello di togliere, ma Gesù ci ha detto che il segreto della vita, sorella morte, è dare.

Stupenda goccia di una lunga pagina di diario.
Dove si scorgono varie melodie musicali …
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Dare, anche quando il cuore trema, sperare nel silenzio assordante della morte,, è danzare al ritmo di una musica segreta, che culla, perché riposa sulla certezza di una luce che cancellera’ il vuoto e asciugherà ogni lacrima.