Giuseppe Settanni, Affreschi strappati, Ensemble 2022

di Alberto Fraccacreta

la ragnatela appesa al ramo del castagno
e i capelli genuflessi

il passaggio è aperto ma
sembra un’arpa in decomposizione 
ammutolita dal troppo rumore

la bocca si è sciolta tempo fa
nei vigneti di mio nonno
bruciati dalla fatica

un invito
a cui ora non so più rispondere 

*

 

come giustificare la nostra 
disarticolazione?

ci profondiamo in formalismi
ci soppesiamo
possibile che non ci scuota
il desiderio di rapina? 

è matematica distante, il nostro amore
staticità
potrebbe durare secoli
e non aprirsi mai 

*

lo seguono a distanza
con circospezione
per verificare se le orme 
si cancellino
a contatto con le ore

questi seguaci
sfrontati solo quando si parla di 
realpolitik
non mangiano nel piatto 

attenti come sono
a misurare 

ossa o poco più,
e niente li distingue 
dai temporali estivi

*

indulgenza, solo questo ti chiedo
per i sudori e le rinunce

perdere qualcosa
senza perdere nulla

se dormi, la morte non la senti?

alla sorgente
l’acqua era fredda, lo sai 

e anche se sapessi volare
non potrei fondermi con l’aria 

accompagnami,
il mantello delle tenebre 
si avvicina intransigente
e non ho la forza
di piegarmi da solo 

*

né avremmo potuto affievolirci
nelle inesattezze del dormiveglia
o prima di un salto attutito

al saluto non credo più,
è quello che si attacca sulle unghie 
a mantenermi in vita

torna presto
prima di adesso

Giuseppe Settanni, Affreschi strappati, postfazione di Ilaria Triggiani, Ensemble

*

Dalla Postfazione di Ilaria Triggiani 

Cosa fa di un verso, una poesia? Cosa rende un uomo, anche un poeta?

Sono queste le domande da porsi al termine di Affreschi strappati, terza pubblicazione di Giuseppe Settanni, arrivata un po’ insieme alla stessa maturità anagrafica dell’autore. 

Forse perché, già dal titolo, si avvertiva un senso di rottura, un piccolo momento – o motivo? – di ribellione, un’inquietudine non ancora risolta, ma finalmente rivelata. 

Come fece l’immenso Montale negli ultimi anni di vita e in risposta a coloro che incessantemente chiedevano cosa la poesia fosse, quale atto – umano o divino – la rendesse tale, dopo questo libro è lecito ancora domandarselo. Se lo chiede il lettore, ma ancor prima l’autore. Poiché è l’autore il primo destinatario del suo stesso poiéin. Poiché la riflessione sul linguaggio, determinante nella poesia di Settanni, qui diventa umanamente urgente. Poiché da questi versi emerge prepotente una curiosità nuova, rinvenire chi si cela dietro la poesia, e poi ancora dietro il poeta. Come in un gioco di scatole cinesi. Come se la poesia, l’arte, si potessero spiegare empiricamente. O psicanaliticamente. 

Ma il poeta ha la straordinaria dote di affrontare tutto con naturale leggerezza. Anche ora che la materia prende corpo, che il pantone lascia spazio alla scala cromatica, l’ansia non prevale sulla ragione. Il linguaggio si fa più asciutto, quasi tagliente. Il senso metafisico permane, nella forma e nella sostanza, ma questa volta, purezza e misticismo si alternano a modi crudi, talvolta indelicati, quasi l’autore avesse trovato coraggio. Coraggio di squarciare il velo classico della perfezione e gridare al mondo istanze nuove e potenti. 

Giuseppe Settanni (San Giovanni Rotondo, 1981) vive a Fano. E? avvocato e docente universitario. Ha pubblicato la raccolta poetica Blu (Ensemble, 2019) e vari testi su siti e blog letterari. Con alcune sue poesie ha ricevuto importanti riconoscimenti, tra cui il «Premio Ossi di seppia» e il «Premio Ariodante Marianni».

8 pensieri su “Giuseppe Settanni, Affreschi strappati, Ensemble 2022

  1. Antonietta

    Io ci vedo , in queste poesie di Settanni , tutta l’inquietudine e la vacuità di certi aspetti del nostro tempo…e il desiderio di ritrovare le vere essenze della vita…

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  2. Ernesto

    Le parole, ricercate ad una ad una, nel profondo, con cura e determinazione, incidono il candore delle pagine e scolpiscono immagini asciutte che nella loro essenzialità inducono a riflettere sulla disumanizzazione dell’essere umano. Conformismo, diffidenza, incomunicabilità ritagliano su misura quell’abito “camuffato” che in altri versi fanno dire all’ Autore di voler “…. morire prima di veder morire”. Solo questo? No. In altri versi si coglie l’invito a “… vivere come se esistesse l’al di là” perché ogni uomo è un pezzo importante di un “presepe”, di un mistero che è destinato ad impoverirsi, quando si prenderà commiato da questa vita..

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  3. Manuela

    Mi capita di leggere libri di poesie ma sicuramente questa opera mi è arrivata tanto…sono poesie dirette…che toccano l’anima.
    Ho sentito alcune poesie molto “contestuali”: a volte mi è sembrato come se qualcuno mi avesse svegliato da un lungo sogno e mi avesse invitato a guardare ciò che oggi mi circonda!
    Altre poesie, invece, mi hanno fatto riflettere su come la maturità ci possa indurre a volgere il nostro sguardo al passato per renderci consapevoli di ciò che siamo diventati.
    Altre poesie sono un chiaro inno all’amore e alla speranza, ingredienti che non devono mai mancare nella vita altrimenti smettiamo di sognare!

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  4. Miriam Di Monte

    Dopo i capolavori “blu” e “nero” non posso che aspettarmi un altro libro da leggere e rileggere…ad ogni rilettura un nuovo significato, un nuovo dettaglio….non vedo l’ora di leggerlo tutto d’un fiato

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  5. Mario Massa

    L’autore si addentra nei temi trattati con delicatezza nella precedente raccolta… consigliatissimo!

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  6. Felicia Maselli

    il libro di Giuseppe Settanni è stata una grande scoperta, è bello potersi riapprocciare alla poesia

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  7. Gabriele

    Poesie di un’anima giovane, che non trova la forza di ribellarsi ai disvalori di una società egoistica e conformista, fondata sul potere, sulla ricchezza e sull’inaridimento dello spirito

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