Il secondo racconto “Snodi. Una favoletta morale” si snoda in mondi immaginari. Il terzo racconto, invece, è un divertente noir incentrato sulla strana morte di un cornettista. A condurre le indagini un improbabile ispettore che, però, in quanto ad ‘affair’ con le testimoni è sicuramente abile quanto Montalbano.
Di grande interesse il quarto racconto di Michelone. È incentrato sulla figura del grande sassofonista statunitense Giuseppi Logan che il professore ha fatto conoscere in Italia grazie allo spettacolo teatrale “La scomparsa di Giuseppi Logan” prodotto dal Festival Rumori Mediterranei alcuni anni fa. Questa volta Michelone riporta Logan alla ribalta adottando un’intrigante sperimentazione linguistica e mettendo in atto un’operazione metaletteraria caratterizzata dall’uso dell’epistrofe, una figura retorica consistente nella reiterazione di una parola alla fine di ogni frase usata nel racconto. Si tratta di un espediente letterario mirato a segnalare i tic e i disturbi mentali e psicologici che hanno segnato la vita del musicista di Filadelfia. Servono anche a enfatizzare l’accento ritmico e il fraseggio del suo primo e bellissimo album intitolato “Giuseppi Logan Quartet”. Non a caso nel racconto ci sono continui richiami al free del gigante Albert Ayler, la cui morte resta ancora inspiegata.
Guido Michelone, Io sono un jazzista e altre storie, Melville Edizioni, Siena 2022, pagine 107, euro 14,50.

