“Io sono un jazzista” secondo Vincenzo Staiano. Un’analisi del romanzo di Guido  Michelone

Il celebre docente, musicologo e saggista Guido Michelone si cimenta di nuovo con la narrativa e lo fa con quattro racconti pubblicati da Melville Edizioni con il titolo “Io sono un jazzista e altre storie”. Sì tratta di brevi racconti legati da un unico filo, la musica jazz, materia di cui Michelone è un profondo e raffinato conoscitore. Lo conferma nel primo racconto “Io sono un jazzista? Le ordinarie avventure di Richard Goodlife” quando narra le vicende di Riccardo Bellavita un sassofonista di jazz che sbarca il lunario suonando anche “musichette” di ogni tipo in locali di poche pretese. È una storia di ambientazione milanese che parte dalla fine degli anni cinquanta e fotografa con molta creatività linguistica la scena jazzistica di quel periodo. Bello il richiamo al sogno di tanti di un ingaggio su di una nave in crociera nei Caraibi con partenza da New York. Sogno realizzato e magistralmente raccontato dal grande contrabbassista Giovanni Tommaso nella sua biografia “Abbiamo tutti un blues da piangere”.

Il secondo racconto “Snodi. Una favoletta morale” si snoda in mondi immaginari. Il terzo racconto, invece, è un divertente noir incentrato sulla strana morte di un cornettista. A condurre le indagini un improbabile ispettore che, però, in quanto ad ‘affair’ con le testimoni è sicuramente abile quanto Montalbano.
Di grande interesse il quarto racconto di Michelone. È incentrato sulla figura del grande sassofonista statunitense Giuseppi Logan che il professore ha fatto conoscere in Italia grazie allo spettacolo teatrale “La scomparsa di Giuseppi Logan” prodotto dal Festival Rumori Mediterranei alcuni anni fa. Questa volta Michelone riporta Logan alla ribalta adottando un’intrigante sperimentazione linguistica e mettendo in atto un’operazione metaletteraria caratterizzata dall’uso dell’epistrofe, una figura retorica consistente nella reiterazione di una parola alla fine di ogni frase usata nel racconto. Si tratta di un espediente letterario mirato a segnalare i tic e i disturbi mentali e psicologici che hanno segnato la vita del musicista di Filadelfia. Servono anche a enfatizzare l’accento ritmico e il fraseggio del suo primo e bellissimo album intitolato “Giuseppi Logan Quartet”. Non a caso nel racconto ci sono continui richiami al free del gigante Albert Ayler, la cui morte resta ancora inspiegata.


Guido Michelone,
Io sono un jazzista e altre storie, Melville Edizioni, Siena 2022, pagine 107, euro 14,50.

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