
Ricordo bene la cravatta rossa
Con lo stemma dell’Aquila in vista,
Che mettevo andando alle feste
Eleganti, ai nostri compleanni.
Sempre quella, (non ne avevo altre)
Me l’aveva regalata Armando.
La portavo con un certo orgoglio
Volevo far colpo sulle ragazze.
Eravamo più giovani allora,
Inesperti, entusiasti, la vita
Ci sembrava un gioco un po’ strano
Che scandiva tutto il nostro tempo.
Siamo molto cambiati da allora,
Forse no. Ora nuovi orizzonti
Si delineano al nostro sguardo,
E qualcuno lo abbiamo raggiunto.
La vita, questo gioco un po’ strano
Scandisce ancora i nostri giorni.
Siamo un po’ folli, un po’ poeti,
E c’è del grigio sui nostri capelli.
Chissà che cravatta indosseremo
Alla festa che tutti ci attende.
[Ai miei amici di gioventù, particolarmente a quelli del Centro di Formazione Giovanile Madonna di Loreto].

La memoria dell’amore, che lega passato e Futuro in un unico tempo, scandito dal ritmo del cuore.
Bella!
Ricordi che si fanno poesia.