Intervista a Mara Venuto


di Luca Pizzolitto

1) Leggendo “La lingua della città” (la tua pubblicazione precedente) e “Vora” colpiscono, fin da subito, la radicale diversità di argomenti trattati e un uso parecchio differente della parola poetica.

Accanto a queste differenze c’è però, per un osservatore attento, una voce che rimane come armonizzata sulle stesse note, nelle due opere. La poesia, in questa fase del tuo percorso, è più innovazione, rottura, oppure fedeltà e continuità con ciò che “sta prima”?

Un elemento che credo sia comune a tutte le mie quattro raccolte poetiche è il ritmo, il lavoro sulla musicalità, pur nel verso libero. Al di là di questo aspetto, come hai evidenziato, la mia poesia certamente non è statica, esplora, spesso si è modellata sul significato e sul temperamento emotivo delle opere, e ho operato una ricerca costante sulla parola giungendo a esiti anche molto diversi fra loro. Ne “La lingua della città”, ad esempio, i simboli e le metafore sono caratterizzanti, così come il linguaggio scarnificato, ed entrambi questi tratti discendono al contenuto: essendo un libro dedicato alla tragedia ambientale tarantina necessitava di una parola secca, mentre il ricorso al simbolo è espressione della necessità di distacco dal reale, dal contingente. In “Vora”, una raccolta molto personale e intima, ad esempio, a differenza delle precedentiraccolte, le chiusure sono molto più tranchant, spesso sono quasi degli epitaffi, echeggiano una istanza di elaborazione dei vissuti con la conseguente chiusura dei conti rimasti in sospeso. Il linguaggio in “Vora”, inoltre,è molto più duro, affilato, nudo, c’è una forte ricerca del vero, e i simboli lasciano il posto alla realtà, alla vita così com’è.

2) L’incontro tra me (Luca Pizzolitto, curatore della collana portosepolto) e te è avvenuto attraverso la rete. Ho letto alcune tue poesie, mi sono piaciute, ti ho scritto presentandoti il progetto, mi hai risposto, ed ora siamo qui! Che importanza ha l’uso di internet per la diffusione della poesia, oggi? E che limiti, invece, fa emergere, sempre in poesia, un uso eccessivo della rete?

La mia esperienza della rete e dei social è positiva, pur non negandone assolutamente i limiti o i rischi, a livello personale mi hanno consentito di far circolare più facilmente la mia poesia, di poter entrare in contatto con molti bravi autori contemporanei con cui ho instaurato un rapporto di reciproca lettura e confronto frequente, attraverso Blog, pagine personali, riviste online.Vivendo in Puglia, dunque lontana dai circuiti poetici più proficui, la rete è stata una risorsa, una sorta di officina e di cenacolo permanente che ha arricchito la mia esperienza di autrice e anche di utente, senz’altro ha accresciuto le mie opportunità. Il pericolo maggiore è la mediocrizzazione della poesia, è evidente il sovraffollamento di autori e la sovraproduzione libraria in cerca di visibilità, senza che vi sia un adeguato filtro critico, ma è pur vero che essendo la rete un mondo vastissimo e democratico c’è spazio per tutti. Gli autori, gli aspiranti poeti e i lettori hanno la possibilità di seguire e interagire con chi sentono più affine.

3) La tua scrittura poetica, Mara, ha tratti ben definiti, una voce riconoscibile e matura. Quanto pensi la tua posizione geografica abbia influito in questa caratterizzazione, calcolando che, sempre più, la Puglia, negli ultimi anni (ma anche in quelli precedenti) ha proposto validissime poetesse e poeti?

Non sono propensa ad attribuire al luogo di nascita o di residenza la capacità di creare poeti, ma certamenteesistono congiunture esistenziali, storiche e geografiche, che alimentano le istanze espressive. La Puglia, ad esempio, è una regione che ha vissuto una trasformazione molto spiccata negli ultimi vent’anni, da terra con tutti i tratti distintivi del Meridione d’Italia, inteso in un’ottica più negativa che positiva, ha assunto una nuova identità, una pelle diversa, molto turistica, più moderna ed “europea”, è diventata simbolo di un Sud che rinasce e valorizza il suo potenziale. Tuttavia, questa evoluzione spesso si è fermata ai capoluoghi, alle città costiere e d’arte, trascurando criticità rimaste irrisolte. La mia generazione e quella successiva in particolare, si sono trovate divise a metà tra tradizione e ambizione, polarizzate tra contraddizioni e sogni, passato e futuro, tra fuga e “restanza”, e credo che queste anime diverse, nel cercare un dialogo, abbiano prodotto molta arte, non solo poetica.

4) Tre poetesse o poeti (e relative opere) imprescindibili, secondo te, per chi si avvicina, ama o scrive poesia.

È stato molto difficile ridurre a tre soli nomi la mia scelta. Infine ho utilizzato un criterio biografico, indicando le opere di tre autori che sono stati più importanti di altri nel mio percorso poetico e umano, non quelli imprescindibili in via generale, forse non i più grandi, ma a cui mi sento particolarmente legataperché hanno a cuore la verità dell’essere nel mondo, espressa con stile e contenuti diversi: Vittorio Bodini,Tutte le poesie, Besa Muci Editore; l’italiano Mario Benedetti, Tutte le poesie, Garzanti; Nina Cassian, C’è modo e modo di sparire. Poesie 1945-2007, Adelphi.

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Biobibliografia di Mara Venuto

Mara Venuto è nata a Taranto nel 1978, vive a Ostuni. Tra le sue pubblicazioni premiate: i monologhi teatrali Leggimi nei pensieri(2008), The Monster (2015, testo finalista al Mario Fratti Award 2014 di New York per la drammaturgia italiana); le raccolte poetiche Gli impermeabili (2016), Questa polvere la sparge il vento (2019), La lingua della città (2021).
Ha collaborato con note testate giornalistiche pugliesi, televisive, cartacee e online; in qualità di ghostwriter ed editor ha curato romanzi di grande successo per editori nazionali. Ha curato e pubblicato alcune antologie di prosa e poesia, tra cui un ciclo di volumi al femminile; è inclusa in numerose opere collettive di poesia, prosa e teatro; è presente in monografie critiche dedicate alla poesia italiana femminile contemporanea. Suoi testi originali e corti teatrali sono stati rappresentati con buon riscontro di pubblico e critica. Sue poesie sono state tradotte e pubblicate in sette lingue. È stata ospite di Festival internazionali di Poesia, tra cui: IX Festival di Poesia Slava a Varsavia nel 2016; XV Festival Trirema e poezisë Joniane a Saranda (Albania) nel 2021; XXVI Festival Ditët e Naimit a Tetova (Macedonia) nel 2022.

La sua raccolta di poesie Vora in versione inedita, è menzione d’onore al Premio Lorenzo Montano 2021; finalista al Premio di Letteratura Contemporanea Bologna in Lettere 2022; seconda classificata al III Premio Letterario nazionale Gianmario Lucini 2022.

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