Il rumore tremendo delle acque


di Sabatina Napolitano

Le acque dei fiumi hanno travolto tutto:
ho perso le foto dei nonni che conservavo
da bambino, i colori che usavano i miei figli a scuola
e le loro cartelle. Non trovo più il mio gatto
sarà morto annegato e il fiume l’avrà portato
lontano a chilometri da casa.
Il mio cane mi parlava ogni sera,
ad ogni passeggiata quando lo portavo a spasso.
L’acqua ha portato via ogni cosa:
ho perso i miei asini, le galline, i maiali.
I cani che c’erano nei canili e nei rifugi
stiamo cercando di portarli via.
Da queste acque che ci hanno visti riconoscenti
ora c’è una immensa sensazione di impotenza e di morte.
Inutile tentare di parlare alle acque,
inutile implorare di fermarsi dalla mia finestra
mentre cancellavano tutto, tutto quello che sono:
i miei ricordi sepolti dal fango.
La sventura è calata su di noi,
riempiendo le nostre case delle lacrime di dio,
ed ora che davanti al disastro
non ci sono più re, né corone
cerchiamo nuove zavorre,
nuovi aiuti, investiti da un’onda che ci sconvolga,
un’onda buona che non ci lasci afflitti
nella disgrazia che ci avvolge.

[immagine da qui]

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