Ancora ci sei
di Rose Ausländer (1901-1988)
Butta la tua paura
nell’aria
Presto
il tuo tempo finirà
presto
il cielo
crescerà
sotto l’erba
cadranno i tuoi sogni
nel nulla
Ancora profuma
il garofano
canta il tordo
ancora puoi amare
regalare parole
ancora ci sei
Sii ciò che sei
Dai ciò che hai
Self-portrait
di Stefanie Golisch (Germania 1961)
Nel mio oggi di carne di pietra di
primavera sono la vita che nasce,
la vita che muore, la vita sorpresa
tra un respiro e l’altro, sono la parola
che mi tace, il tempo che scorre
per e contro di me, la risposta alla
domanda chi sono è un corpo
pesante di ossa, acque e altro che
non si sa, sono la bocca che dice
sì e no, la voglia di essere e di non
essere, il ricordo del pomeriggio
d’infanzia più lungo, sono l’attesa,
le ore, l’ora, ora
Noch bist du da
Wirf deine Angst
in die Luft
Bald
ist deine Zeit um
bald
wächst der Himmel
unter dem Gras
fallen deine Träume
ins Nirgends
Noch
duftet die Nelke
singt die Drossel
noch darfst du lieben
Worte verschenken
noch bist du da
Sei was du bist
Gib was du hast
Traduzione di Stefanie Golisch
Il quadro è di Helene Schjerfbeck


due testi molto importanti per il messaggio che indirizzano, due testi delicati e forti; direi di più: due testi dedicati a chi legge