Intervista a Gisella Genna

di Luca Pizzolitto

Il tuo esordio poetico (“Quarta stella”, Interno Poesia 2020) è avvenuto che avevi poco più di 45 anni. È stata una folgorazione in età adulta, il tuo incontro con la poesia, oppure un qualcosa cresciuto nell’ombra a lungo e che poi, ad un certo punto, ha preso forma e sostanza in un libro vero e proprio?

Ho sempre letto e amato la poesia, sin da giovanissima, ma non avevo mai pensato di intraprendere seriamente il percorso della scrittura poetica. Forse è giusto parlare di folgorazione, perché intorno al 2014, inaspettatamente, ho sentito affiorare con potenza qualcosa che si muoveva nella direzione della scrittura. Ho iniziato a lavorare a diversi testi ma è occorso del tempo prima che mi sentissi pronta a far leggere ad altri quello che avevo messo giù in versi. L’idea della raccolta è arrivata negli anni successivi e ha preso forma molto lentamente.

La tua ricerca poetica, già nel libro precedente ma soprattutto in questo, è una scrittura che mette al centro l’attenzione per le piccole cose, spesso trascurate, fortemente connessa con una dimensione di cura verso l’umano ed anche, mi verrebbe da dire, il trascendente. Quanto influisce il tuo percorso personale che avvicina all’uomo ed alla spiritualità sulla tua scrittura?

Come giustamente rilevi, la ricerca spirituale è molto importante nella mia vita, così come lo è il sentimento di cura e riguardo verso l’altro e ciò che ci circonda, e credo che in una certa misura un’interconnessione tra questi aspetti e la scrittura sia per me inevitabile. Quello che sento e osservo, come lo osservo, il mio pormi rispetto a questo tempo ha un riverbero con quel che poi si traduce in testo. 

Che spazio occupa la poesia (intesa sia come lettura/studio che come scrittura) nella tua quotidianità?

La lettura e lo studio della poesia, al di là dei momenti in cui per motivi di varia natura posso ritrovarmi senza il tempo o la giusta attenzione da dedicare, sono molto presenti nel mio vivere quotidiano. Leggo tanto, spesso diversi testi contemporaneamente, e mi capita di riprendere la lettura di uno stesso autore più e più volte. Per quanto riguarda la scrittura, invece, non ho un rapporto di costanza. Non la vivo come un esercizio da dover svolgere, semplicemente aspetto che arrivi quel momento che richiede ascolto e silenzio, e allora lo seguo. Ma sono tranquilla all’idea che potrebbe anche non tornare più.

Tre poetesse/poeti (e relative opere) imprescindibili, secondo te, per chi si avvicina, ama o scrive poesia.

Difficile rispondere a domande come questa, ma dovendo ridurre a soli tre nomi dirò: T. S. Eliot, ‘Quattro quartetti’ (Opere, Bompiani), Paul Celan (‘L’antologia italiana’, nottetempo e ‘Di soglia in soglia’, Einaudi), e tutta l’opera di Vittorio Sereni (Poesie, i Meridiani, Arnoldo Mondadori Editore).

*

Gisella Genna è nata nel 1973 a Milano, dove vive e lavora. Giornalista e docente, si occupa di moda. A marzo 2020 ha pubblicato la sua prima raccolta in versi Quarta stella (Interno Poesia), terza classificata al Premio Città di Como e finalista al Premio Europa in Versi 2021. Sue poesie sono state pubblicate su blog letterari e riviste online e cartacee. Ha curato la rubrica Il tempo della poesia per Tortuga Magazine.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *