
Come l’oceano avvolge sponde
tra le onde dai roventi clamori
esattamente la misura trapassa ricordi
nell’arduo riverbero della mente.
Impone il dubbio al bivio,
fissa parole per gioco di invisibili
sostituzioni, nel rigore di scogli.
Inutile persino il tentativo
semplice ad interpretare passioni
per parabole nel sentiero arcuato.
Il tempo ha un altro spazio
per le palpebre al grido
che piega l’universo in cominciamenti
e sbalza altre macchinazioni
al confronto di luci in bardatura.

Grazie Antonio!