di Massimiliano Bardotti
1) Come e da dove nasce l’idea di questo libro? E potresti dirci qualcosa sul titolo?
Tutti i miei libri nascono figli di una vocazione e la vocazione è tentare di vivere il vero del mondo e, perciò, di cantarlo.
Il titolo è una citazione biblica dalla Lettera agli Ebrei, questa dice chiaramente, dichiara la possibilità per l’uomo, grazie al contatto con un riferimento più alto e più grande di sé stesso, una fede in un senso vasto del termine, di compiere l’incredibile, come chiudere a mani nude le fauci aperte dei leoni, o qualcosa di molto più grande ancora.
2) Da dove nasce, per te, la necessità, o l’intenzione, di scrivere poesia? Si tratta più di una scelta o una risposta a una chiamata?
Per me la scrittura, e quindi la poesia, è un dono che mi sono ritrovato tra le mani sin da piccola. La scrittura semplicemente c’è nella mia vita, è con me.
Esiste sia la chiamata sia la scelta, la chiamata è il dono, la scelta è l’impegno nel servire il dono.
3) La cura verso ogni parola che scrivi sembra caratterizzare il tuo lavoro fin dal tuo esordio poetico. Cos’è per te la parola? Che valore le attribuisci? Quale potere credi possa avere? Perché ho l’impressione che se tutti usassimo le parole con la tua stessa attenzione, vivremmo in un mondo diverso…
La parola ha un enorme potere generativo, un potere di creazione; essa, se utilizzata esattamente, crea ciò che nomina, perciò come si può fare il nome del male ed il nome del bene, così la parola può creare entrambi. Utilizzare la parola è responsabilità (troppo spesso inconsapevole) di ogni uomo, ancor di più del poeta.
4) Tre poetesse o poeti (e relative opere) imprescindibili, secondo te, per chi si avvicina ama o scrive poesia.
Ogni uomo, credente o meno, poeta o meno, dovrebbe leggere la Bibbia, è un testo molto nutriente.
Rumi, tutta la sua opera.
Infine, un moderno, Christian Bobin.
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Eleonora Nitti Capone ha conseguito la Laurea triennale in Lettere Classiche presso l’università Alma Mater Studiorum di Bologna dove frequenta attualmente il corso di laurea magistrale, ha pubblicato Maria dei Meschini (Oltretuttolibri 2018), Primo Fuoco (Musicaos editore 2019) e La Parola Buona (Animamundi edizioni 2020). Ha partecipato alle raccolte poetiche Sulla Paura – parole in soccorso ai tempi del coronavirus (Animamundi 2020) e I cieli della preistoria – antologia della nuovissima poesia pugliese (Marco Saya 2022). Ha partecipato alla scrittura del brano De Finibus Terrae per il disco Leuca di Rachele Andrioli. È stata ospite in vari festival di poesia come l’International Poetry Festival of Smederevo in Serbia (2023) a seguito del quale alcuni suoi testi sono stati tradotti e pubblicati in serbo.
Dal 2019 porta in giro spettacoli di musica e poesia; lavora con il teatro ed il canto. È nata nel 1998 e vive tra il Salento e Bologna.


