Samuel Barber – Adagio for Strings, Op. 11 (excerpt)
Dover Quartet
~~~~~~~~~
Lascio fare alla terra che dal suo grembo
colmo di piacere dona nutrimento
alle piante e agli animali
agli uomini visioni di felicità future
e a me, che cerco sulla pagina bianca
le ostinate interrogazioni dei sensi
e sulle false apparenze, l’impulso a trovare
verità eterne, tracce d’immortalità
perché tutto intorno appartiene alla vita
e tutto sembra tornare a rinascere.
Lascio fare alla vita. Che mi prenda pure
a morsi e graffi a sangue il cuore,
mi tolga ogni speranza, ogni caro affetto
si accanisca sui ricordi, li spolpi sino all’osso
mi scagli nel buio
del dubbio e della sconfitta. Già lo so
che lei appare lentamente come la luna
dallo squarcio di donna simile a una notte
illuminata a festa. Rischiara le membra
del bambino che felicemente ignaro gioca
con le ombre nate con lui.
Fantasmi che la vita trasforma
in dolori infiniti
che piegano l’animo -anche il più forte –
anche dell’uomo
che parla d’amore e d’affari e finge
che nelle sue vene non serpeggia il dolore.
Ma so che a un tratto la luce si fa di sangue
e sulla scia di una nuvola fugge
in un tramonto inatteso.
Come sa di umano il sangue della sera
laggiù in fondo all’orizzonte!
Come scivola dolcemente
dalla cima dei monti
sino alla valle verde di alberi
dai frutti che marciscono sui prati
sotto gli occhi di uomini sorpresi
e inebetiti dal lungo inganno degli anni!
Là passeggio a occhi bassi e la destra al cuore
per trattenere quel che la vita dona
e toglie perché tutto è suo. Tutto anche me stesso.
Lo condivide soltanto con la morte.
Lo fa rinascere nella terra.
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Marcello Comitini
Lascio fare
27/08/2022 ©marcellocomitini
Lettura di Luigi Maria Corsanico
Samuel Barber – Adagio for Strings, Op. 11 (excerpt)
Dover Quartet
~~~~~~~~~
Lascio fare alla terra che dal suo grembo
colmo di piacere dona nutrimento
alle piante e agli animali
agli uomini visioni di felicità future
e a me, che cerco sulla pagina bianca
le ostinate interrogazioni dei sensi
e sulle false apparenze, l’impulso a trovare
verità eterne, tracce d’immortalità
perché tutto intorno appartiene alla vita
e tutto sembra tornare a rinascere.
Lascio fare alla vita. Che mi prenda pure
a morsi e graffi a sangue il cuore,
mi tolga ogni speranza, ogni caro affetto
si accanisca sui ricordi, li spolpi sino all’osso
mi scagli nel buio
del dubbio e della sconfitta. Già lo so
che lei appare lentamente come la luna
dallo squarcio di donna simile a una notte
illuminata a festa. Rischiara le membra
del bambino che felicemente ignaro gioca
con le ombre nate con lui.
Fantasmi che la vita trasforma
in dolori infiniti
che piegano l’animo -anche il più forte –
anche dell’uomo
che parla d’amore e d’affari e finge
che nelle sue vene non serpeggia il dolore.
Ma so che a un tratto la luce si fa di sangue
e sulla scia di una nuvola fugge
in un tramonto inatteso.
Come sa di umano il sangue della sera
laggiù in fondo all’orizzonte!
Come scivola dolcemente
dalla cima dei monti
sino alla valle verde di alberi
dai frutti che marciscono sui prati
sotto gli occhi di uomini sorpresi
e inebetiti dal lungo inganno degli anni!
Là passeggio a occhi bassi e la destra al cuore
per trattenere quel che la vita dona
e toglie perché tutto è suo. Tutto anche me stesso.
Lo condivide soltanto con la morte.
Lo fa rinascere nella terra.
27/08/2022 ©marcellocomitini
Sublime inno alla vita, come sempre maestosamente interpretato.
Grazie
Grazie di cuore, Ema, ti auguro un sereno Nuovo Anno!