Poesia artificiale

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Mi scrivi una poesia in stile leopardiano?

ChatGPT

Sotto il manto stellato della notte,
ove il silenzio danza con l’oscurità,
un soffio leggero, lieve come un’eco,
svela segreti nell’ombra nascosti.

I cipressi, guardiani dell’eterno,
si ergono fieri nell’ardente mistero,
mentre il chiarore lunare bacia il suolo,
e le stelle tessono fili d’argento.

Nel profondo della mente, un eco lontano,
risonanza di antiche melodie d’altri tempi,
le ombre dei ricordi danzano con il vento,
un eterno ritornello, sospeso nell’infinito.

Così, nel tepore della notte silente,
la poesia si svela, come un sogno antico,
nei contorni vaghi di un mondo sconosciuto,
ove l’anima si perde, e il cuore s’incanta.

15 pensieri su “Poesia artificiale

  1. Sparz

    la stolida AI non conosce né metro (endecasillabi mescolati a dodeca ecc.) né rima, quattro meno meno.

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  2. Riccardo Ferrazzi

    Ehm… La poesia è meglio lasciarla fare ai poeti. Sembra banale ma, detto da un non-poeta come me, dovrebbe avere un valore da vox populi.

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  3. S&R

    Vero, però in realtà i contenuti non sono male, molto evocativi…quasi quasi gli chiedo di darmi lezioni di scrittura.

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  4. Giorgio

    Interessante esperimento, Fabrizio! Per ribadire che in fatto di poesia occorre l’immaginazione naturale.

    Rispondi

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