You
Mi scrivi una poesia in stile leopardiano?
ChatGPT
Sotto il manto stellato della notte,
ove il silenzio danza con l’oscurità,
un soffio leggero, lieve come un’eco,
svela segreti nell’ombra nascosti.
I cipressi, guardiani dell’eterno,
si ergono fieri nell’ardente mistero,
mentre il chiarore lunare bacia il suolo,
e le stelle tessono fili d’argento.
Nel profondo della mente, un eco lontano,
risonanza di antiche melodie d’altri tempi,
le ombre dei ricordi danzano con il vento,
un eterno ritornello, sospeso nell’infinito.
Così, nel tepore della notte silente,
la poesia si svela, come un sogno antico,
nei contorni vaghi di un mondo sconosciuto,
ove l’anima si perde, e il cuore s’incanta.


Comunque l’ortografia artificiale inciampa: un eco lontano invece di un’eco lontana…
Peccato, perché all’inizio invece l’aveva scritto giusto con l’apostrofo! “un’eco”
Rimandiamo ChatGPT a settembre, dai! Ahahaha!!
Ah ah! Grazie Monica!
la stolida AI non conosce né metro (endecasillabi mescolati a dodeca ecc.) né rima, quattro meno meno.
Bravo, grande Sparz!
Mi sembra che di Leopardiano abbia molto poco. Giacomo si rivolta nella tomba
Di sicuro, caro Lucio!
Ehm… La poesia è meglio lasciarla fare ai poeti. Sembra banale ma, detto da un non-poeta come me, dovrebbe avere un valore da vox populi.
Vero, però in realtà i contenuti non sono male, molto evocativi…quasi quasi gli chiedo di darmi lezioni di scrittura.
Grazie! L’esperimento è nato riprendendo un’idea del caro amico Pasquale Vitagliano (che naturalmente non scrive così le sue poesie!).
No, sento una grande tristezza, le poesie devono rimanere esclusivamente umane!
il cuore s’incarta…
Bellissimo!
Interessante esperimento, Fabrizio! Per ribadire che in fatto di poesia occorre l’immaginazione naturale.
Grazie, carissimi amici miei.