Dal prossimo romanzo


C’era il problema di una goccia che cadeva con regolarità dallo sciacquone: prima lentamente, poi sempre più veloce. Avevo chiesto più volte all’operaio del Santuario se potesse intervenire, ma diceva di essere occupato in lavori straordinari. Così quella goccia diventava una compagna quotidiana, come stesse lì per ricordare qualcosa: il tempo che scorreva sempre più veloce verso lo scioglimento di ogni nodo, la catastrofe preparata a goccia a goccia, giorno dopo giorno, con la menzogna ripetuta, le giustificazioni inaffidabili, le mille deviazioni possibili dalla Via che è Cristo. Capivo come fosse un segnale necessario per il mondo, e mi adeguavo volentieri al fatto che l’operaio trovasse ogni volta una scusa fantasiosa. Quando Dio vuole parlarti, è un richiamo costante, regolare. Se fa ancora un tentativo, prima dell’apocalisse, non teme di rompere il silenzio. Non si addormenta, non prende sonno il Custode d’Israele.




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4 pensieri su “Dal prossimo romanzo

  1. Alfonso

    «Stiamo assistendo non alla fine naturale di una millenaria civiltà umana, ma alla nascita di una civiltà disumana che non avrebbe mai potuto nascere senza una vasta, immensa, universale sterilizzazione dei valori più alti della vita.»
    “George Bernanos”
    (2/1888-7/1948)

    …sembrerebbe che questa sia l’occasione che le acque del mare di “esodo” si stiamo richiudendo sopra questa umanità,sopra questo millennio…che ha appena compiuto 24anni!…senza nemmeno riuscire a compiere i “33”…(per vedere di nascosto l’effetto che fa’)…

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  2. Giorgio Stella

    Il deserto dei tartari nn ricordo chi lo scrisse ma il cognome del protagonista ‘drogo’ – forse pure lui avrà potuto segnalare quel che si può solo raccomandare. Grazie!

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