La parola ai poeti. Nadia Chiaverini

Gent.mo Fabrizio

ti invio alcune  poesie dal mio ultimo libro “Sull’orlo della gioia” Terra d’ulivi edizioni 2022 ed un paio inedite.

Ho incontrato la poesia già da adulta,  nell’età di mezzo, (che è stato il titolo della mia prima silloge, pubblicata nel 2004) , mi ci sono affacciata  in punta di piedi,  poi tutto è stato una scoperta, uno studio, una necessità , trovare nel linguaggio poetico un altro sguardo su noi stessi e sul mondo. Una poesia “onesta”, che affronta un percorso  interiore in verticale,  profondo, sulla psiche, sull’ombra per arrivare ad una consapevolezza di sé, ma  anche un ponte di ascolto e incontro con l’altro. E’ una ricerca non priva di lacerazioni, di mancanze, in questo percorso labirintico intriso di memorie ancestrali, contaminazioni,  perché “il buio è necessario e il nulla non esiste” 

da “Sull’orlo della gioia” Terra d’ulivi 2022 

Uno sfondo magico della vita 
la nascita della tragedia :
essere preda di una mente accesa
Asseconda il sogno il bisogno
profondo di mescita rifranto 
onnipotente           Serve 
indugiare sul ciglio del precipizio 
per decidere il salto e rinascere


*



Filtra fioca la luce primigenia
nel grembo sapiente
condensa l’universo l’attesa dell’abbraccio
frammento d’ostinata bellezza
che anticipa la nascita
e la subisce come una forzatura
Del tempo ancestrale rimane traccia 
nelle ossa morbide della testa / schiuse


*

S’impiglia nella trama 
il farsi dei giorni
come un nodo tra i capelli
intralcio
nel cammino della dimensione eterna 
un desiderio
che ha già in nuce la sua mancanza

*

Il percorso di un labirinto 
l’elaborazione del lutto:
ogni libro lasciato a mezzo 
una matita all’interno
È quello il punto del distacco 
la perdita dell’incanto
il tempo interrotto – passiamo ad altro –
Tutto nasce confuso nell’universo / il caos è l’origine 
e l’ordine una forzatura 
non c’è un limite né contenimento
nella tempesta un messaggio chiuso in una bottiglia

*

Solstizio d’inverno

Nel giorno più corto dell’anno 
si ampliano le ombre 
le dimensioni del creato
racchiuse nel tempio 
Ricerco l’attraversamento 
imparo a cadere senza precipizio
contemplo il cedimento
l’occaso che contamina 
l’orbita lenta del quadrato celeste 
la teogonia delle stelle 
perché il buio è necessario 
e il nulla non esiste

*

Una poesia “bipolare” la mia, che alterna linguaggio lirico a quello narrativo, un sentire che mi permette di affrontare tematiche diverse nelle modalità che ritengo più consone e vere. Nell’ultima raccolta inedita esploro le contraddizioni e le complessità del rapporto madre/ figlia attraverso tre generazioni, uno svelamento di conflitti irrisolti, amori sconfitti e risorti in una contemporaneità dolorosa e complessa, ma non priva di spiragli di luce e possibilità

*

Ci sono parole che rimarranno sul foglio
che non diventeranno mai un verso    			
parole abbandonate   non definite 
gravitano  con tutto il loro peso
non si adattano ad altro.    Sole      incompiute 
fondono impronte /  echi irrisolti  /  destini.
Risuona       in  uno spazio di dilatazione
l’ordine delle cose. 
 			 Saprai perdonare?
*
Ogni giorno, quando vado a trovare mia madre 
sento l’oscuro di un rimprovero.
Salgo le scale, cerco la chiave giusta nel mazzo
il  tintinnio di ferraglia fa rumore contro la porta

L’inquilino del piano di sotto si affaccia e saluta
quelli del piano di sopra scendono  con il loro piccolo cane
-Cosa mi racconti? - mi chiede mia madre 
Io infrango il silenzio come un vetro rotto

Mi siedo sulla poltrona e guardiamo la televisione
parliamo dell’ultima puntata 
e di che cosa ha cucinato ieri sera 
se la notte ha dormito, se è andata in bagno e quanto

Si lamenta  delle bollette da pagare, del dottore e delle medicine. 
-Questa è l’ultima, ora basta,  ne prendo già troppe-
mi dice sempre. Poi ordina risoluta: -Vai che è tardi.
Domani fammi la spesa, non ti dimenticare-
   
Quando vado a trovare mia madre mi chiede
che giorno è oggi e se devo ancora mangiare 
Quando vado a trovare mia madre
c’è sempre una domanda che tace: 
-L’hai chiamata? Ricordati che sei tu la madre- 

*

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