ti invio alcune poesie dal mio ultimo libro “Sull’orlo della gioia” Terra d’ulivi edizioni 2022 ed un paio inedite.
Ho incontrato la poesia già da adulta, nell’età di mezzo, (che è stato il titolo della mia prima silloge, pubblicata nel 2004) , mi ci sono affacciata in punta di piedi, poi tutto è stato una scoperta, uno studio, una necessità , trovare nel linguaggio poetico un altro sguardo su noi stessi e sul mondo. Una poesia “onesta”, che affronta un percorso interiore in verticale, profondo, sulla psiche, sull’ombra per arrivare ad una consapevolezza di sé, ma anche un ponte di ascolto e incontro con l’altro. E’ una ricerca non priva di lacerazioni, di mancanze, in questo percorso labirintico intriso di memorie ancestrali, contaminazioni, perché “il buio è necessario e il nulla non esiste”
da “Sull’orlo della gioia” Terra d’ulivi 2022
Uno sfondo magico della vita la nascita della tragedia : essere preda di una mente accesa Asseconda il sogno il bisogno profondo di mescita rifranto onnipotente Serve indugiare sul ciglio del precipizio per decidere il salto e rinascere * Filtra fioca la luce primigenia nel grembo sapiente condensa l’universo l’attesa dell’abbraccio frammento d’ostinata bellezza che anticipa la nascita e la subisce come una forzatura Del tempo ancestrale rimane traccia nelle ossa morbide della testa / schiuse * S’impiglia nella trama il farsi dei giorni come un nodo tra i capelli intralcio nel cammino della dimensione eterna un desiderio che ha già in nuce la sua mancanza * Il percorso di un labirinto l’elaborazione del lutto: ogni libro lasciato a mezzo una matita all’interno È quello il punto del distacco la perdita dell’incanto il tempo interrotto – passiamo ad altro – Tutto nasce confuso nell’universo / il caos è l’origine e l’ordine una forzatura non c’è un limite né contenimento nella tempesta un messaggio chiuso in una bottiglia * Solstizio d’inverno Nel giorno più corto dell’anno si ampliano le ombre le dimensioni del creato racchiuse nel tempio Ricerco l’attraversamento imparo a cadere senza precipizio contemplo il cedimento l’occaso che contamina l’orbita lenta del quadrato celeste la teogonia delle stelle perché il buio è necessario e il nulla non esiste *
Una poesia “bipolare” la mia, che alterna linguaggio lirico a quello narrativo, un sentire che mi permette di affrontare tematiche diverse nelle modalità che ritengo più consone e vere. Nell’ultima raccolta inedita esploro le contraddizioni e le complessità del rapporto madre/ figlia attraverso tre generazioni, uno svelamento di conflitti irrisolti, amori sconfitti e risorti in una contemporaneità dolorosa e complessa, ma non priva di spiragli di luce e possibilità
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Ci sono parole che rimarranno sul foglio che non diventeranno mai un verso parole abbandonate non definite gravitano con tutto il loro peso non si adattano ad altro. Sole incompiute fondono impronte / echi irrisolti / destini. Risuona in uno spazio di dilatazione l’ordine delle cose. Saprai perdonare? * Ogni giorno, quando vado a trovare mia madre sento l’oscuro di un rimprovero. Salgo le scale, cerco la chiave giusta nel mazzo il tintinnio di ferraglia fa rumore contro la porta L’inquilino del piano di sotto si affaccia e saluta quelli del piano di sopra scendono con il loro piccolo cane -Cosa mi racconti? - mi chiede mia madre Io infrango il silenzio come un vetro rotto Mi siedo sulla poltrona e guardiamo la televisione parliamo dell’ultima puntata e di che cosa ha cucinato ieri sera se la notte ha dormito, se è andata in bagno e quanto Si lamenta delle bollette da pagare, del dottore e delle medicine. -Questa è l’ultima, ora basta, ne prendo già troppe- mi dice sempre. Poi ordina risoluta: -Vai che è tardi. Domani fammi la spesa, non ti dimenticare- Quando vado a trovare mia madre mi chiede che giorno è oggi e se devo ancora mangiare Quando vado a trovare mia madre c’è sempre una domanda che tace: -L’hai chiamata? Ricordati che sei tu la madre- *


