Lucerne nella luce. Lucio Brandodoro

Scandalo e Follia

[1Cor 1,22-25; Gv 2, 13-25]

“Noi testimoniamo Cristo crocifisso, scandalo per i Giudei e follia per i Greci”.

Lo “skandalon” era propriamente la pietra d’inciampo, l’ostacolo che interrompeva la linearità del cammino e che obbligava a regolare il passo per non cadere.  Resta, comunque, l’idea di ostacolo, di impedimento. Cristo crocifisso è impedimento per i Giudei. Impedimento che rende difficile vedere nella croce la manifestazione di IHWH. Dov’è la “Gloria”? Dov’è la “Potenza”? Dov’è l’”Immortalità” che si richiede ad un dio?

La follia è l’assenza di una logica condivisa. Il folle è ricco di una sua logica interna, ma priva di oggettività. Non si vede la logica sulla croce. Non è un evento spiegabile razionalmente come libera scelta. Esula da ogni logica, quindi è pura follia. Tutta la razionalità greca è messa di fronte a questa follia. La croce non conviene, non è la conseguenza logica di un ragionamento. È follia.

Scandalo e Follia sono i due modi, relativamente, di intendere il proprio rapporto con la divinità, dei Giudei e dei Greci. Si esige un atto di “conversione” per poter entrare in una logica nuova e poter fare dello scandalo un’occasione per ricominciare su basi nuove. È la “methanoia” che dall’inizio della Quaresima ci viene chiesta, un cambio di mentalità, un abbandono di logiche di scambio e di commercio, per entrare nella logica della gratuità e della libertà.

La Legge di Mosè aveva perso la sua forza liberatrice nel momento in cui era diventata una struttura di pensiero e un codice regolamentatore dei rapporti uomo-uomo e uomo-Dio. Tutti i Profeti lo avevano denunciato, in nome di una fedeltà a quello che era stato il mandato ricevuto durante il cammino di liberazione nel deserto del Sinai. Addirittura, l’Alleanza era diventata Tempio, con le sue regole e le sue leggi, i suoi riti codificati e le abitudini ingenerate. Si era imbrigliato in una struttura ciò che non è imbrigliabile. E Dio diventa idolo. Il Tempio, luogo dell’Alleanza, diventa luogo di scambi commerciali obbedienti ad una logica economica. Il comportamento di Gesù è violento, di fronte a tutto ciò. Una violenza inusitata e unica nei vangeli. E anche qui è scandalo.

La violenza raccontata da Giovanni nel vangelo è tutta nel “disinstallare” (rovesciare, gettare fuori, sparpagliare) ciò che non è al suo proprio posto. Il tempio è luogo di libertà e di gratuità, non di commercio, neanche quello “spirituale”. Gesù pone fuori quello che era dentro. E quello che era dentro era talmente radicato nella mentalità contemporanea che esige una forza inusitata per essere estromesso. È una violenza che crea un vuoto, che è scandalo, che pone un’occasione di ripensamento. Quello che va ripensato è la nostra relazione con quello che chiamiamo Dio. Gesù pone in evidenza la contraddizione al punto che essa esplode e crea un vuoto. Il Tempio doveva essere il luogo in cui la relazione con Dio poteva essere permessa ed esaltata nella sua genuinità ed era diventato luogo di compravendita in cui anche la stessa relazione con Dio era inserita in una logica commerciale di offerta e  conseguente contraccambio. E Dio diventa idolo. Non è la violenza cieca che uccide senza motivo; qui si tratta di una violenza mirata appunto al creare un vuoto per offrire un’occasione di liberazione dall’idolo. Violenza è ridurre Dio ad un idolo, violenza occorre per far  cambiare mentalità.

Che succederà quando la logica e la devozione saranno messe di fronte alla croce? Vacilleranno e non comprenderanno e giudicheranno prendendo le distanze. Ciò che non si comprende viene rifiutato perchè è più facile impedire l’ingresso di novità che cambiare modo di vedere la realtà. È più facile alzare muri che accogliere, perché accogliere vuol dire fare spazio ad altro, accettare il vuoto e lasciare che si riempia con altro, ammettere una diversità che potrebbe contraddirci.

Resta lo scandalo e la follia. Sappiamo che questa follia ha in sé un seme di libertà, mai tranquillizzante e mai inquadrabile in strutture. Folle è chi ama e chi ama sarà sempre scandalo, pietra di inciampo per chi sceglie ogni giorno la propria tranquilla presupposta saggezza, fatta di buonsenso e di linearità, dove non ci sono differenze e dove non cè profumo di libertà.

Il crocifisso non è simbolo da brandire o da mostrare,  noi siamo chiamati ad essere testimoni di Cristo crocifisso, scandalo e follia, segno di contraddizione, vento che butta all’aria le carte e fa entrare aria nuova. Aria di primavera.

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