Lucerne nella luce, di Lucio Brandodoro

Pasqua 2024

«È, e nessuno sa cosa. È qui, è là, è lontano, è vicino, è profondo, è alto! Ma no! Ho mentito: no, non è né questo né quello» diceva un mistico tedesco.

«Voce di silenzio sottile» [1Re 19,12] Quando tutti gli schemi saltano, resta solo una “voce di silenzio sottile”. Dio rivela se stesso senza togliere il velo e lasciando che ancora ognuno tenda l’orecchio per percepire la voce di silenzio sottile. 

Evento notturno, la Resurrezione. Senza testimoni oculari. Nel nascondimento della non-luce.

L’inutilità di una tomba vuota, l’assenza di un corpo noto e amato da coccolare un’ultima volta con profumi e unguenti. E adesso? Che sarà di noi? Che sarà della nostra memoria, così cara?

In greco, “memoria” e “tomba” hanno la stessa radice. Sarà la nostra memoria svuotata come la tomba vuota?

Che cosa conserveremo? Come ricorderemo? Dov’è, adesso, colui che era noto, il cui volto credevamo di conoscere?

« Non è qui».

Non è ancora il tempo della visione. Ora è il tempo della “voce di silenzio sottile”.

Siamo pronti ad affrontare tempeste e uragani, ma la voce di silenzio sottile fa paura. In questa memoria svuotata rischia di naufragare tutta la nostra baldanza, così ben costruita su certezze incrollabili, su identità certe e inscalfibili. Saremmo pronti a guardare in faccia la realtà, purché essa ci si rendesse nota e identificabile, conoscibile e intellegibile, chiaramente situata in un dove e in un quando. Ma il non ora e il non qui fanno paura. Buttano all’aria gli schemi e ci rendono muti. Ecco che allora, dall’accoglienza del nostro non-dire, la voce di silenzio sottile si insinua nei meandri dell’esistenza e la significa, come non detto, come non noto, come assenza.

« Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. Si è svegliato, non è qui»

State continuando a frugare nella memoria la traccia di un incontro. Voi cercate quel che conoscete, quello che avete conosciuto. Siete fermi ad una conoscenza che chiede spiegazioni ma non ha parole da offrirvi. La traccia che cercate dovete cercarla altrove, le parole che cercate dovete cercarle altrove, dove, svuotata la memoria, come è vuota questa tomba, nuova traccia sarà proposta, nuove parole potranno essere udite.

E saranno solo “voce di silenzio sottile”. Non si riempirà questa tomba vuota, come non si riempirà la vostra memoria di cose note, cadaveri della conoscenza ammutolita: rintracciate la dolcezza dell’incontro, seguitene la traccia e lo troverete in Galilea, lì dove tutto era cominciato.

Nuovi cominciamenti rivitalizzeranno la memoria che sarà assetata di futuro. Dovete solo accettare lo spiazzamento del lasciare la tomba vuota, dell’abbandono del qui ed ora:

« Non abbiate paura…Ora andate»

Non accontentatevi della vostra esperienza vissuta, cercatene l’anima. Non fermatevi ai vostri desideri frustrati, seguitene l’inquietudine. Respirate di nuovo respiro

«Quando le vecchie parole sono morte
nuove melodie sgorgano dal cuore.
Dove i vecchi sentieri sono perduti
appare un nuovo paese. Meraviglioso»
(R. Tagore)

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